Un ottimo concerto con un pubblico quasi perfetto

Pregevole esecuzione da parte del Coro Polifonico "Exultate Deo" di alcuni brani di Domenico Scarlatti e Charpentier legati ai tempi natalizi

Foto exultate deo 2
Il Coro Polifonico “Exultate Deo”, diretto da Davide Troìa, ha tenuto il suo concerto natalizio nella Basilica di S. Domenico Maggiore, proponendo un programma quanto mai impegnativo, rivolto a brani sacri di Domenico Scarlatti e Marc-Antoine Charpentier.

Di Domenico Scarlatti (1685-1757) sono stati eseguiti il Magnificat ed il salmo Laetatus sum in Nativitate Domini (che dava anche il nome all’intero concerto).

Entrambi risalgono presumibilmente agli inizi del Settecento, periodo durante il quale il grande compositore napoletano era attivo a Roma, dove ricoprì diversi incarichi sia nella Cappella Liberiana di S. Maria Maggiore, sia nella Cappella Giulia di S. Pietro e sono caratterizzati da uno stile che, nella maturità, raggiunse un ottimo compromesso fra la solennità palestriniana e le sonorità barocche, senza però rinnegare i solidi insegnamenti giovanili ricevuti dal padre Alessandro.

Per quanto riguarda il francese Marc-Antoine Charpentier (1636?-1704), da noi noto esclusivamente per il preludio al Te Deum, sigla dell’Eurovisione televisiva, pur essendo forse il massimo autore di musica sacra francese del periodo barocco, venne in parte oscurato dal connazionale Lully.

La sua “Messe de Minuit” sur des Airs de Noël, probabilmente scritta nel 1690 per i Gesuiti della chiesa parigina di Saint Louis, rappresenta una composizione fortemente innovativa in quanto inserisce i motivi di ben undici Noël (brani natalizi appartenenti alla tradizione francese) nell’ambito della consueta sequenza dell’ordinario liturgico (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei), fondendo in modo mirabile il religioso con il popolare.

Un programma, come si può constatare, corposo ed impegnativo, al quale il “Coro Exultate Deo”, diretto da Davide Troìa ed accompagnato all’organo da Nunzio Cotena, ha fornito il suo ottimo apporto, dando vita ad un concerto di pregevole fattura, confermando come l’ensemble rappresenti una delle migliori realtà corali napoletane (anche se, per la precisione, va ricordato che la sua sede è Pozzuoli).

Molto bravo anche il quintetto di solisti impegnato nel brano di Charpentier, costituito da Leopoldo Punziano (tenore), Stefano Di Fraia (baritono), Ashley Wagner Foughty e Silvia Del Grosso (soprani) e Daniela My (contralto), con le ultime due ottime protagoniste anche nel “Laetatus sum”.

Almeno per una volta il pubblico, che ha riempito quasi completamente la chiesa, è stato all’altezza (a parte un solitario e lungo squillo di cellulare) e ha applaudito solo quando doveva.

Se si pensa che, soprattutto la lunga Messa di Mezzanotte di Charpentier, aveva vari momenti di interruzione, possiamo tranquillamente gridare al miracolo (naturalmente natalizio).

Il bis era quindi doveroso per suggellare la serata e si è concretizzato con la doppia esecuzione del brioso “A little Christmas Music” (“Medley à la Mozart”), del britannico Daryl Runswick (1946), pezzo che miscela e sovrappone melodie natalizie a celeberrimi motivi mozartiani, con il quale si è chiuso in grande stile il concerto, ponendo in evidenza una volta di più le doti del soprano Silvia Del Grosso.

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