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Auditorium Niemeyer: un’inaugurazione in sordina

Il 29 gennaio 2010 a Ravello la fanfara dell’Arma dei Carabinieri apre una tre giorni per la quale la Regione Campania ha stanziato 600.000 Euro (articolo di Olga Chieffi)

Dopo 75 mesi di polemiche e 39 mesi di cantiere, per il tanto discusso Auditorium “Oscar Niemeyer” è giunto finalmente il giorno del battesimo musicale.

Sarà la fanfara dell’Arma dei Carabinieri, alle ore 11 del 29 gennaio 2010 ad emettere le prime note nell’Auditoriun “Oscar Niemeyer”, alla presenza del governatore della Regione Campania, con la stampa e il pubblico plaudenti.

Nessuna bacchetta internazionale, nessuna super-formazione di respiro europeo è prevista, quale ospite della tre giorni di festeggiamenti “banditi” per questa attesissima inaugurazione, che si svolgerà dal 29 al 31 gennaio, pur avendo la regione Campania stanziato ben 600.000 euro (deliberazione n. 1738 del 20 novembre 2009, pubblicata sul BURC n. 73 del 7-12-2009).

Il coordinamento del progetto, affidato al Dr. Antonio Oddati, amministrato dalla società Campania Digitale e naturalmente per l’organizzazione, produzione e comunicazione degli eventi alla Fondazione Ravello di Domenico De Masi, ha presentato questo programma non certo all’altezza di uno dei più antichi Festival d’Italia.

Il primo evento musicale ufficiale di quest’opera sarà appunto un concerto della Fanfara dei Carabinieri, ovvero della formazione minore dell’Arma, non certo della prestigiosa banda composta di 102 elementi, ma di un gruppo di 39 strumentisti che proporranno musiche di diverso genere.

Sabato 30 gennaio si aprirà con un convegno alle ore 10 presso l’auditorium dal titolo “La cultura è una risorsa anche in Campania?” un tema veramente interessante, scottante e discutibile, in particolare alla luce degli ultimi mesi di programmazione in regione.

Nel pomeriggio, alle ore 15, in Villa Rufolo, ancora un convegno, che getterà uno sguardo sull’architetto Oscar Niemeyer.

Ad omaggiare il suo genio converranno: Cesare de Seta, in veste di relatore principale, al quale si affiancheranno Mario Antonio Amalboldi, Pio Baldi, Luca Biancoviso, Claudio Claudi, Carmine Gambardella, Massimiliano Fuksas, Massimo Pica Ciamarra, Paolo Portoghesi, Lionello Puppi, Piero Sartogo e il fotografo Oliviero Toscani, il quale è stato nominato anche fotografo ufficiale dell’intera kermesse, per fermare l’istante dell’arte in questo neo-nato spazio.

Alle ore 16 ci si sposterà nell’auditorium per seguire le prove aperte al pubblico, dell’Orchestra e del Coro del Teatro San Carlo di Napoli, con ospiti i solisti dell’Accademia teatro della Scala, ovvero studenti che raccolgono idealmente l’eredità dei “Cadetti della Scala”, scuola per cantanti lirici voluta da Arturo Toscanini negli anni cinquanta, diretti dal giovane talento tedesco David Afkham, prima del concerto ufficiale previsto per le 19.

La seconda giornata sarà sigillata da una performance di Lucio Dalla, che non vorrà negarci qualche estratto da “Quando è profondo il mare” e dalla sua Tosca.

Domenica 31 gennaio, il matinèe in auditorium sarà firmato dalla bacchetta di Salvatore Accardo alla guida della sua “Orchestra da Camera Italiana”, mentre nel pomeriggio, alle ore 16.30 si potrà assistere alla proiezione del film “Nightmare Before Christmas”, da un soggetto di Tim Burton, per la regia di Henry Selick (ispirato a vecchi horror quali, Mad monster Party, che annoverava tra i protagonisti un insolito Boris Karloff canterino o Al Gabinetto del Dottor Caligari di Wiene del 1920), che inaugura anche la collaborazione con il “Giffoni Film Festival”.

Eventi collaterali di questa kermesse le proiezioni al tramonto del sole di opere di luce di Marco Nereo Rotelli e la visita della mostra “Oscar Niemeyer: Architetture italiane”, che sarà fruibile a Villa Rufolo sino al 28 febbario.

Una tre giorni certo che non fa onore al nome di Ravello, un festival che da qualche anno è divenuto un vero e proprio contenitore, ovvero un calderone da pozioni, atto a contenere ingredienti di dubbia qualità, fatta eccezione per pochi eventi che su 90 giorni di programmazione si contano sulle dita di una sola mano, un cartellone eterogeneo che di anno in anno diviene una macchina per far soldi, ottimamente venduto in tutto il mondo attraverso pacchetti turistici ben confezionati.

Una kermesse, questa inaugurazione, fino a ieri avvolta nel massimo mistero, che abbiamo l’impressione sia stata raffazzonata unicamente per divenire vetrina dell’evento elettorale di marzo, ma che al momento non avrà alcun seguito né spettacolare, con un cartellone invernale di musica, danza ed eventi che possa dirottare a Ravello un turismo culturale di qualità in “bassa stagione”, accompagnandoci sino al festival estivo, né solida piattaforma per principiare un discorso di Alta Formazione Artistica e Musicale, con i conservatori campani, per il quale un complesso quale Auditorium, Villa Rufolo, Palazzo Episcopio e un po’ tutti i siti storici di Ravello potrebbero comodamente aspirare, accogliendo il futuro della buona musica internazionale.