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Il Cannone di Paganini

Un cd della Devega raccoglie alcune pagine per violino e chitarra del grande compositore eseguite da Mario Trabucco (con il celeberrimo Guarneri del Gesù) e José Scanu.

Copertina cd Cannone di PaganiniCostruito nel 1743 a Cremona dal liutaio Bartolomeo Giuseppe Guarneri (noto anche come Guarneri “del Gesù” in quanto firmava i suoi capolavori con la sigla IHS), il violino di Paganini è universalmente conosciuto con il soprannome di “Cannone”, da lui stesso dato allo strumento per l’eccezionale pienezza del suono.

Molto probabilmente gli fu regalato da un uomo facoltoso livornese nel 1802 e, da quel momento, divenne una sorta di compagno inseparabile, al quale il virtuoso apportò alcune modifiche tecniche, sia per migliorare le sue prestazioni, sia per renderlo più agevole da suonare.

Donato al Comune di Genova con un atto testamentario del 1837 (Paganini morirà tre anni dopo), per questioni burocratiche il violino fu acquisito dalla città ligure soltanto nel 1851.

Nel corso degli anni lo strumento è stato sottoposto ad alcuni restauri che, sostanzialmente, non lo hanno modificato più di tanto, per cui ancora oggi presenta buona parte delle caratteristiche originarie, fra le quali l’abrasione di parte della vernice nel punto in cui Paganini poggiava il suo mento (l’artista suonava senza l’ausilio dell’appoggio che va sotto il nome di mentoniera).

Conservato sotto una campana di vetro a Palazzo Tursi, sede del Municipio di Genova, il Guarneri del Gesù è costantemente oggetto di studi, e anche di polemiche, fra quanti lo considerano esclusivamente un pezzo da museo, che non dovrebbe essere nemmeno sfiorato, e chi, invece, amerebbe sentire con una discreta frequenza la sua voce, asserendo che, in caso contrario, il violino andrebbe incontro ad un triste declino.

Ad ogni modo, il “Cannone”, da quando nel 1954 è stato istituito il Premio Paganini, è suonato, almeno ogni due anni, dal vincitore della competizione e, negli scorsi decenni, alcuni grandi violinisti, a partire da Salvatore Accardo, hanno avuto l’onore di esibirsi in pubblico o di incidere brani utilizzando questo inimitabile strumento (fra gli ultimi la violinista jazz statunitense Regina Carter).

Infine va ricordato che, una volta al mese, viene suonato, nel palazzo dove è esposto, dal cosiddetto “violinista curatore” ovvero colui che ha il compito di mantenere lo strumento, per così dire, “in allenamento”.

Attualmente l’incarico è affidato al maestro Mario Trabucco, che ha avuto modo di interpretare brani di Paganini in varie parti del mondo, spesso in occasione di particolari eventi.

Nel 1998 Trabucco ha inciso, in duo con il chitarrista José Scanu, un cd intitolato “Il Cannone di Paganini”, recentemente ristampato a cura della casa discografica genovese Devega,.

Il disco raccoglie alcuni pezzi più noti, come il Cantabile in re maggiore, tre delle 18 Sonate che compongono il “Centone di Sonate” ed il Moto Perpetuo in do maggiore, op. 11, e la meno conosciuta raccolta di Sei Sonate, op. 3 dedicata “Alla ragazza Eleonora”, che probabilmente Paganini conobbe e frequentò quando risiedeva a Lucca (1805-1809).

E’ indubbio che il dominatore assoluto del disco è lui, il “Cannone”, ben guidato da chi lo conosce meglio di ogni altro al mondo, e sono sufficienti le prime note per comprendere il motivo per cui Paganini gli diede questo soprannome, avendo a che fare con uno strumento dal suono pieno e potente (e a volte quasi prepotente).

Sicché fra i meriti maggiori di Trabucco, sicuramente ottimo esecutore, vi è quello di domare questa straordinaria opera di Guarneri del Gesù, che in alcuni frangenti dà quasi la sensazione di essere una creatura viva che si muove autonomamente.

Bravissimo, quindi, anche José Scanu che, con la sua chitarra, riesce nell’improbo compito di tenere testa allo strumento, duettando quasi alla pari (e usiamo il “quasi” per evitare che il violino si offenda perchè, in quanto primadonna, sarà sicuramente molto suscettibile).

Scherzi a parte, chiudiamo con i nostri complimenti ad un duo, quello formato da Trabucco e Scano, di grandissimo livello, che mette in evidenza il Paganini compositore e ci aiuta ad immaginare come doveva essere, anche grazie al mitico “Cannone”, il Paganini interprete.