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Novecento pianistico a sorpresa

Giusy Caruso propone Messiaen e Rota ai “Pomeriggi in Concerto”

Foto Giusy CarusoGiusy Caruso è stata l’ottima protagonista del recente appuntamento con i “Pomeriggi in Concerto”, stagione organizzata dall’Associazione Napolinova che si tiene nella Sala Chopin di Palazzo Mastelloni.

Si è trattato di un recital abbastanza inconsueto in quanto la pianista ha incentrato la sua esibizione, intitolata “Contemporaneamente Piano: suoni, colori, raffigurazioni”, su Huit Préludes di Olivier Messiaen (1928-29, con prima esecuzione nel 1937) e Quindici Preludi per pianoforte di Nino Rota (1964), entrambi di rarissimo ascolto.

Il primo appartiene alla produzione giovanile dell’autore transalpino e, pur partendo sicuramente da Debussy, sviluppare un linguaggio molto più corposo e concreto del connazionale, risentendo in qualche passaggio anche dell’influenza di Satie.

Dal canto loro, i Quindici Preludi di Rota possono essere considerati più propriamente degli schizzi, dai quali emergono echi sia della produzione più nota, legata alle musiche da film, sia del repertorio orchestrale, molto meno conosciuto.

Confrontandosi con questi due pezzi molto diversi, sia nello stile che nei contenuti, Giusy Caruso ha dato vita ad una splendida esecuzione, caratterizzata da un suono nitido, brillante e ricco di sfumature, frutto di una solida preparazione, ottenuta mediante studi assidui portati avanti con ottimi docenti, che hanno saputo ben indirizzare il suo naturale talento.

A questo punto potremmo chiudere, ma va raccontato un gustoso retroscena relativo al programma.

In effetti, Alfredo de Pascale, direttore artistico della stagione, conoscendo i gusti (e i limiti) del suo affezionatissimo pubblico, ha fatto stampare un programma generale dove risultava che la pianista avrebbe suonato Chopin e Liszt, ben sapendo che, al solo leggere i nomi di Rota e, soprattutto di Messiaen, sarebbero venuti in pochi.

Un colpo a sorpresa, che rappresentava l’unico modo per proporre qualcosa di nuovo all’attenzione di una platea fossilizzata e, non a caso, prima di cominciare il concerto, sia de Pascale che la Caruso, si sono prodigati nel rassicurare i presenti sulla relativa facilità di ascolto dei due brani.

Alla fine, questa “nuova” musica pare sia stata accolta abbastanza favorevolmente, anche se la maggiore intensità degli applausi ricevuti dalla pianista per i due bis chopiniani, quasi una sorta di risarcimento nei confronti degli spettatori (naturalmente morale, visto che l’ingresso ai concerti è libero), suggerisce che, per una riprova, magari senza inganno, è meglio attendere il prossimo anno.

I “Pomeriggi in Concerto” riprenderanno mercoledì 10 febbraio, con il pianista Mario Merola che eseguirà musiche di Chopin e Liszt (stavolta senza cambiamenti dell’ultima ora).