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Poulenc: Gloria; Ravel: Daphnis et Chloé

Dalla CSO-Resound uno splendido cd dedicato alla musica francese del Novecento

Copertina cd CSO-Resound Nuovo appuntamento con la CSO-Resound, l’etichetta della Chicago Symphony Orchestra, che questa volta ha focalizzato il suo sguardo su due capolavori della musica francese del Novecento, uno sacro, il Gloria, per soprano, coro e orchestra di Poulenc, l’altro profano, Daphnis et Chloé di Ravel.

Il Gloria fu commissionato dalla Koussevitsky Foundation ed eseguito per la prima volta nel 1961 dall’Orchestra Sinfonica di Boston, diretta da Charles Munch, in occasione del decimo anniversario della morte di Sergei Koussevitzky.

Si trattò di un notevole successo, anche se Poulenc andò incontro a molti giudizi negativi da parte di chi giudicava troppo frivolo il suo modo di trattare la materia sacra.

Il musicista si difese, portando come esempi “i seri monaci benedettini che aveva visto giocare a calcio” e “gli angeli di un affresco di Gozzoli che si tiravano la lingua” (anche se per quest’ultimo ricordo chiediamo lumi a qualche esperto di Storia dell’Arte, perchè nel dipinto al quale fa riferimento l’autore, conservato nel Palazzo Medici Riccardi a Firenze, noi quest’immagine non l’abbiamo trovata).

In realtà era rimasto fedele ad uno stile, ancora in parte legato al breve e fulgido periodo che, una quarantina di anni prima, lo aveva visto fra i componenti del “Gruppo dei Sei”, cercando di innestarlo anche su tematiche religiose, dando vita ad un brano che sarebbe stato apprezzato maggiormente anche dalla critica negli anni successivi.

Per quanto riguarda “Daphnis et Chloé”, fu composto da Ravel nel 1909 per i “Balletti Russi” di Diaghilev, ma la prima ebbe luogo solamente nel 1912, al Théâtre du Châtelet di Parigi.

Il lavoro si ispirava al romanzo in quattro libri “Le avventure pastorali di Dafni e Cloe” del greco Longo Sofista, autore vissuto presumibilmente nella prima metà del III secolo, e lo spettacolo di esordio si avvaleva delle coreografie di Michel Fokine, delle decorazioni di Léon Bakst, mentre l’orchestra era diretta da Pierre Monteux, con i ballerini Vaslav Nijinsky e Tamara Karsavina nel ruolo dei due protagonisti

Definita da Ravel, per la sontuosità che la caratterizzava, “sinfonia coreografica”, risulta anche la sua composizione più lunga in assoluto.

Da essa l’autore trasse due suite, la seconda delle quali si è guadagnata una discreta notorietà, mentre le poche esecuzioni integrali ancora oggi proposte, si rifanno quasi sempre alla sola versione orchestrale, priva della presenza dei danzatori.

Torniamo quindi allo splendido cd “live” della CSO-Resound, dove la Chicago Symphony Orchestra, magistralmente diretta da Bernard Haitink, fornisce un ennesimo saggio della sua bravura, a partire da una versione del Gloria molto vivace e di grande leggerezza, che sarebbe sicuramente piaciuta moltissimo a Poulenc.

Dal canto suo il brano di Ravel è proposto in tutta la sua magnificenza timbrica, dovuta alla forte influenza impressionistica che attraversa l’intero brano, permettendo alla compagine orchestrale di evidenziare il grande livello, sia delle singole sezioni, sia di un insieme quanto mai affiatato.

Molto buona anche la prova del soprano Jessica Rivera, solista nel Gloria, e del Chicago Symphony Chorus, impegnato in entrambi i brani, che forniscono il giusto tono e contribuiscono all’ottima riuscita di un cd, ulteriore incisione di riferimento di un’etichetta ancora giovanissima, diretta emanazione di una compagine nata più di un secolo fa.