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Enrico Baiano si confronta con il Seicento

Il celebre clavicembalista ha proposto brani di Froberger e Frescobaldi nell’ambito della rassegna “Ritorno al Barocco - da Caravaggio a Vanvitelli”

Foto Enrico Baiano 2Il Seicento si caratterizzò per una sorta di affrancamento dello strumento musicale che, da semplice accompagnatore di voci soliste o gruppi corali, divenne protagonista unico ed assoluto della scena.

Naturalmente non ci fu un taglio netto con il passato, per cui i brani, almeno in un primo tempo, ricalcarono la produzione precedente, privata soltanto dei virtuosistici apporti canori.

Fra gli autori maggiormente rappresentativi dell’epoca, vanno annoverati il ferrarese Girolamo Frescobaldi (1583-1643) ed uno dei suoi allievi, il tedesco Johann Jacob Froberger (1616-1667), la cui produzione è stata al centro del recente appuntamento con il ciclo “Ritorno al Barocco - da Caravaggio a Vanvitelli”, dal titolo “Diverse curiose partite”.

La rassegna, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, in collaborazione con la Soprintendenza speciale per il Polo Museale Napoletano, rappresenta un viaggio nella musica per clavicembalo, portato avanti da Enrico Baiano attraverso cinque concerti.

Il maestro, dopo una breve introduzione di carattere storico, ha proposto alcune composizioni dei due autori citati in precedenza, che appartenevano ad un periodo compreso fra il 1615, data del Libro primo di Frescobaldi, ed il 1675, anno in cui Michael Bulyowsky pubblicò una serie di brani di Froberger.

Una panoramica interessante ed istruttiva, rivolta alle forme più in auge a quel tempo, legate a danze popolari o, come già accennato, ancora vicine alla struttura tipica delle composizioni vocali, iniziata dalla toccata, che dava ampio spazio all’improvvisazione ed al virtuosismo del solista (genere al quale Frescobaldi diede grande lustro), e chiusa con la canzona, passando attraverso la suite, la partita, il ricercar e la gagliarda.

Ottima come sempre l’interpretazione di Enrico Baiano che, oltre a mettere in evidenza, in modo netto, le diverse forme musicali (sembra una banalità, ma in questo tipo di musica è un dettaglio non da poco), ha fatto emergere anche la differenza di stile dei due autori, con un Frescobaldi arioso ed un Froberger a tinte talora scure e con una marcata influenza francese, acquisita durante la sua permanenza parigina.

Va ancora aggiunto che il concerto si è tenuto nella Sala della Vasca di Castel S. Elmo, riempita, in occasione della mostra sul barocco, da numerosi dipinti di Luca Giordano, per cui vi lasciamo immaginare in quale particolare atmosfera fossero immersi i presenti.

Alla fine il gradimento da parte degli spettatori, come nei due precedenti recital, è stato elevatissimo, e la splendida serata musicale si è conclusa con un bis particolare, rivolto al Tombeau sur la mort de Monsieur Blancheroche di Froberger, scritto per omaggiare un amico liutista, compagno di baldorie, morto cadendo dalle scale.