Questo sito contribuisce alla audience di

"I Lunedì della Musica" evidenziano un musicista contemporaneo

Il trio Buonocore-Giugliano-de Vero esegue in prima assoluta “In Progress” del norvegese Arnt Håkon Ånesen

Foto AnesenAnche l’appuntamento di febbraio con “I Lunedì della Musica”, rassegna organizzata dall’Associazione Key Largo, che si svolge nell’Auditorium dell’Istituto Pontano, è stato caratterizzato da un programma particolarmente interessante.

Ospite della serata il trio formato da Demetrio Buonocore (clarinetti), Marina Giugliano (violoncello) e Aldo de Vero (pianoforte), che ha eseguito quattro brani appartenenti ad un periodo compreso fra la seconda metà del Novecento e i giorni nostri.

Pezzo di apertura Legende et Divertissement, per clarinetto basso e pianoforte (1953) del francese Jules Semler-Collery, compositore, direttore d’orchestra e docente, che ha attraversato buona parte del Novecento.

Il suo stile non sembra però risentire più di tanto dei cambiamenti avvenuti lo scorso secolo e, almeno da questo brano, che fra l’altro ha offerto la possibilità di ascoltare uno strumento abbastanza inusuale come il clarinetto basso, appare molto radicato agli insegnamenti ricevuti in gioventù da D’Indy e Vidal.

Clou della serata, il successivo In Progress, per clarinetto basso, violoncello e pianoforte (2006-2007), del trentatreenne norvegese Arnt Håkon Ånesen, giunto a Napoli per assistere alla prima nazionale del suo lavoro.

Si tratta di una composizione di stampo moderno, dove le pause fra i vari passaggi, affidati al dialogo tra gli strumenti, acquistano valore paritario se non addirittura superiore nell’ambito dell’economia complessiva del pezzo.
In questo modo si creano intense suggestioni, quasi di carattere sacro che, se hanno funzionato molto bene in un piccolo spazio come l’Auditorium del Pontano, grazie anche alla bravura dei tre esecutori, possiamo solo immaginare a quali effetti vada incontro una volta proposto in ampi teatri, davanti a centinaia di spettatori in religioso silenzio.

Alla produzione di Arvo Pärt si deve invece Spiegel im Spiegel (Specchio nello specchio), per violoncello e pianoforte.

Risalente al 1978 e tipico dello stile del compositore estone, si caratterizza per la serenità che trasmette, costituendo una sorta di cantilena infantile e, non a caso, è stato preceduto dalle battute iniziali che aprono il film “Il cielo sopra Berlino” di Wenders, opera del drammaturgo austriaco Peter Handke, recitate con grande trasporto da Marina Giugliano.

Chiusura con il Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte (1973), tratto dalla copiosa produzione non cinematografica di Nino Rota che, pur richiamando le musiche create per le pellicole felliniane, si avvicina molto, soprattutto nel terzo ed ultimo movimento, allo stile di Casella, fra i principali maestri dell’autore milanese.

Per quanto riguarda i tre interpreti, Demetrio Buonocore, Marina Giugliano e Aldo de Vero hanno fornito tutti un’ottima prova, superando brillantemente le difficoltà insite nei vari brani, in particolare quello del compositore norvegese (apparso visibilmente soddisfatto dalla accuratezza e dall’intensità con le quali è stato suonato il suo brano), mostrando un notevole affiatamento, frutto anche di una lunga consuetudine a fare musica insieme.

Pubblico visibilmente soddisfatto e molto numeroso (soprattutto se rapportato alla scarsa popolarità di gran parte degli autori proposti), che ha chiesto ed ottenuto il bis, consistente nel movimento finale del Trio di Rota.

In conclusione un concerto che ha confermato come “I Lunedì della Musica” si caratterizzino per una programmazione volta a far conoscere musiche di raro ascolto, con un occhio particolare per quanto viene attualmente prodotto nel mondo.