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Un Beethoven superlativo

Grandissimo successo della Mahler Chamber Orchestra, diretta da Daniel Harding, nell’appuntamento congiunto fra Associazione Alessandro Scarlatti e Fondazione del Teatro di S. Carlo

Foto Mahler Chamber OrchestraFresco di Grammy Award, (conseguito qualche giorno fa, grazie all’incisione dell’opera “Billy Budd” di Britten, dove dirigeva il Coro e l’Orchestra della London Symphony), Daniel Harding è giunto a Napoli, con la sua Mahler Chamber Orchestra, in occasione dell’annuale appuntamento congiunto fra la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti e quella del Teatro di San Carlo.

Tre i brani in programma, l’Egmont, Ouverture op. 84 e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica”, entrambe di Beethoven, ed il Concerto per pianoforte ed orchestra n. 21 in do maggiore K. 467 di Mozart.

Le due composizioni beethoveniane, scritte in tempi diversi (la prima nel 1810, la seconda completata nel 1804), sono entrambe tese a mettere in evidenza figure dalle forti personalità, decise a morire in nome della libertà.

Così, il fiammingo conte di Egmont, celebrato da Goethe, perdeva la propria vita per difendere il suo popolo dai soprusi dell’invasore spagnolo, mentre Napoleone risultava fonte di ispirazione della “Terza Sinfonia”, pur se la trasformazione del còrso in un dittatore provocò il forte disappunto del compositore tedesco che, nel momento di dare alle stampe il lavoro, da “Scritta su Bonaparte” variò l’intitolazione in “Eroica”, con l’aggiunta “composta per festeggiare il Sovvenire di un grand’uomo”

Per quanto riguarda il brano di Mozart, risale al 1785 ed appartiene al periodo viennese, quello più intenso e maggiormente fecondo nell’ambito della produzione rivolta ai concerti per pianoforte ed orchestra.

In particolare il K. 467 è stato ribattezzato “Elvira Madigan”, poiché l’ “andante” del secondo movimento venne utilizzato come colonna sonora dell’omonimo film, uscito nel 1967, del regista svedese Bo Widerberg, basato su una vicenda realmente accaduta, riguardante la tragica storia d’amore fra un’acrobata ed un ufficiale di cavalleria.

Veniamo quindi ai protagonisti, per sottolineare innanzitutto la prova eccezionale della Mahler Chamber Orchestra, magistralmente diretta da Daniel Harding, che già nella Egmont Ouverture ha fornito un saggio iniziale della sua bravura.

La compagine ha poi disegnato una “Eroica” caratterizzata da una tensione costante, ricca di sfumature, dove non è stato mai smarrito il filo del discorso (cosa quanto mai difficile data la complessità della sinfonia).

A questo vanno aggiunti una nitidezza di suono ed un ottimo affiatamento, segni distintivi di una delle più prestigiose compagini europee, alla quale Harding, che sul podio non si risparmia mai, trasferisce le sue grandissime energie.

Un discorso a parte merita il concerto mozartiano in quanto, se da un lato, anche in questo caso, l’orchestra si è comportata ottimamente, dall’altro la prova del solista, il quarantenne Lars Vogt, ci ha lasciati abbastanza perplessi.

La sua abilità esecutiva ed il suo tocco agile risultano fuori discussione ma, soprattutto nel celeberrimo andante, sembrava che interpretasse un altro autore, ed inoltre non sempre è riuscito a trasmettere tutte quelle emozioni sottese al brano, per cui il meglio è giunto dal bis, il Notturno n. 20 in do diesis minore di Chopin, eseguito all’altezza della fama che circonda il pianista.

A proposito di bis, nonostante l’ovazione e i diversi minuti di applausi ricevuti al termine dell’esecuzione dell’ “Eroica”, la Mahler Chamber Orchestra non ha ritenuto opportuno eseguire alcun pezzo fuori programma, decisione che personalmente abbiamo molto apprezzato, in quanto avrebbe spezzato l’atmosfera creatasi.

La stagione della Associazione Alessandro Scarlatti riprenderà martedì 9 febbraio, con una serata interamente bachiana, dal titolo “Due musicisti in fuga”, che vedrà salire sul palcoscenico dell’Auditorium di Castel S. Elmo il violoncellista Umberto Clerici ed il pianista Ramin Bahrami.