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Pensando a te

L’ultimo album di Carlo Smith rivolge un pensiero particolare ai bambini più sfortunati (articolo di Valentina Di Matteo)

Copertina cd Carlo SmithÈ uscito la scorsa estate “Pensando a te”, l’ultimo album del cantante Carlo Smith, napoletano che da diversi anni lavora musicalmente a Milano, distribuito da NAPOLIMIATV - Canale 894 di SKY - e dedicato in modo particolare ai bambini.

Una dedica strettamente collegata ad uno dei brani, “’E criature che soffrene” , seconda delle nove tracce di cui sette inedite e due ripresi dal precedente album “di qua e di là del mare”.

Questo nuovo lavoro di Carlo Smith può essere diviso in due parti, molto differenti tra loro, per durata e significato.

Da un lato il brano “’E criature che soffrene”, dall’altro il resto del disco.

E, per quanto il brano portante non sia quello che dà il nome all’album, è sicuramente quello su cui sono stati concentrati gli sforzi maggiori.

Musicali, umani e psichici, perchè il brano, al centro anche di un video, è stato scritto per una raccolta di fondi per assistere Luana, una ragazzina affetta da tetraparesi spastica distonica.

Ma il testo è più generico, dedicato a tutti i bambini e alle famiglie che si ritrovano a vivere le realtà difficili delle malattie genetiche e degenerative.

Un testo semplice, che evidenzia una grande verità: il contrasto tra la gente distratta che vede e non vede, passando oltre un problema che non gli appartiene, e le famiglie che invece vivono la vita con pensieri e sofferenze pari o maggiori di quelle dei bambini.

Il tutto sottolineato da una musica anch’essa sofferente - e non poteva essere altrimenti – che lascia il tempo di ascoltare le parole, sottolineandole ed avvolgendole in maniera dolce ad allo stesso tempo amara.

Completamente differenti gli altri brani. I ritmi si fanno ballabili, la musica prevale sull’importanza del testo.

E va detto che, dopo un tema così delicato, posizionato come seconda traccia, si fa fatica a ricalibrarsi sull’idea di musica come divertimento.

“Pensando a te”, la traccia che fornisce il nome all’album, è probabilmente il brano più “classico”, con un ritornello cantabile e di facile memorizzazione.

Di facile presa anche “Messico”, ballabile, ritmato e spiritoso, anche se forse per problemi di metrica e ritmica si scambia il Messico con il Brasile o Cuba…

Cenni di melodie arabe si riconoscono in “Tappeto volante”, dove si mescolano lontani echi dei racconti delle “Mille ed una notte”.

Più riuscito, dal punto di vista musicale, armonico e melodico è “Luna”, sinceramente napoletana-popolare nelle armonie, che stavolta sì, risentono di quelle contaminazioni arabeggianti, che nelle tracce precedenti erano solo accenni.

E sarà stata la magia della luna, che sempre aleggia in musica e poesia, a rendere questo pezzo il meglio riuscito.

La voce di Carlo Smith, acquisisce calore grazie anche al contrasto con la voce femminile che crea un atmosfera vagheggiante, da notte di luna piena.

Il disco si completa con “Scalinatella” e “Scetate”, la prima è una versione modernizzata della celeberrima canzone di Roberto Murolo, mentre la seconda, pur ponendosi nel solco della tradizione napoletana d’autore, presenta anch’essa una melodia orientale.

Chiude il tutto una bonus track dedicata a “Messico” in versione karaoke, per un disco che presenta molteplici facce, talora tristi, altre volte spensierate, un po’ come la vita di tutti i giorni.