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Un saggio significativo di un'opera complessa

Enrico Baiano propone alcuni brani tratti dal “Clavicembalo ben temperato” di Bach nell’ambito del Ciclo Barocco della Associazione Scarlatti

Ritratto di BachDas Wohltemperierte Klavier (Il clavicembalo ben temperato) è una raccolta composta da Bach e suddivisa in due libri, il primo risalente al 1722, quando l’autore tedesco era a Köthen in qualità di maestro di cappella alla corte del principe Leopoldo, il secondo scritto nel 1744 a Lipsia, dove l’autore tedesco trascorse l’ultima parte della sua prestigiosa carriera.

Ognuno dei due libri comprende 24 coppie di preludi e fughe, concepite in tutte le tonalità (dal do maggiore al si minore), che formano un’opera di ampio respiro destinata, come suggerisce lo stesso Bach, “per l’uso e il godimento di tutti i giovani musicisti desiderosi di imparare e in particolar modo per lo svago di quanti sono già abili in questi studi”.

Una panoramica di questo complesso lavoro è stata al centro del penultimo appuntamento con Enrico Baiano, nell’ambito della rassegna organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti legata alla mostra itinerante “Ritorno al Barocco - da Caravaggio a Vanvitelli”.

Per l’occasione la sede del concerto era lo splendido Refettorio della Certosa di San Martino ed il maestro, oltre al clavicembalo (copia dell’Etienne Blanchet del 1733), suo compagno fedele di questa istruttiva panoramica barocca, ha voluto eseguire alcuni pezzi su un fortepiano, copia di un Silbermann, il cui originale molto probabilmente venne suonato da Bach.

La presenza di questi due strumenti ha permesso a Baiano di descrivere le differenti concezioni costruttive ad essi legate, che si ripercuotevano su una netta diversità di suono, più sobrio ed elegante quello del clavicembalo, più deciso e potente quello del fortepiano.

Ma lo scopo principale, a nostro avviso, era quello di dimostrare che, sebbene Bach abbia composto soprattutto per clavicembalo, conosceva molto bene anche l’antenato del pianoforte e la sua scrittura era sicuramente proiettata verso il futuro.

Uno scopo pienamente raggiunto da Baiano, prova ne sia che, eseguiti al fortepiano, i brani tratti dal “Clavicembalo ben temperato” non perdono il loro smalto, né si assiste ad alcuna forzatura, anche se rimaniamo nella convinzione che, con un altro interprete, le cose non sarebbero andate così bene.

Pubblico numeroso, attento ed entusiasta, che ha chiesto il bis, ed è stato accontentato con un pezzo tratto dalle “Variazioni Goldberg” BWV 988.

Prossimo ed ultimo appuntamento con questo ciclo, breve ma significativo, il 18 aprile, con un programma rivolto a Couperin, Vivaldi e Rameau.