Mercoledì 17 marzo, ore 20.30, al Teatro Manzoni torna ospite della rassegna Grandi Interpreti di Bologna Festival, dopo dieci anni, Yuri Temirkanov con la sua Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo.
In programma pagine del repertorio russo tra le più popolari e amate dal grande pubblico: la Sinfonia n.6 “Patetica” di Čajkovskij e il virtuosistico Concerto n. 2 op.18 di Rachmaninov.
Solista, il giovane pianista russo Roustem Saïtkoulov, che alla facilità tecnica unisce una originale vena interpretativa.
Yuri Temirkanov è oggi considerato come uno dei massimi “rievocatori dello stile patetico” di Čajkovskij.
Opera sinfonica intensamente autobiografica, dalla struttura inusuale con quel suo movimento finale lento e desolato, la Sinfonia n.6 venne diretta per la prima volta dallo stesso Čajkovskij nel 1893, a Pietroburgo, sul podio dell’Orchestra Filarmonica, allora complesso della corte pietroburghese.
Il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Rachmaninov, composto nel 1901, è il più eseguito e amato tra i quattro concerti pianistici scritti del compositore russo.
Ad una scrittura solistica ai limiti delle possibilità esecutive unisce una grande ricchezza espressiva, nel solco della migliore tradizione cajkovskiana. Il Concerto venne eseguito per la prima volta a Mosca, con lo stesso Rachmaninov come solista.
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Yuri Temirkanov
Direttore principale e direttore musicale della Filarmonica di San Pietroburgo da più di vent’anni, Temirkanov avvia la sua carriera nel 1966, vincendo il Concorso Nazionale per Direttori d’Orchestra e divenendo poco dopo direttore del Teatro Malyj di Leningrado.
Dal 1968 al 1976 è stato assistente di Mravinskij alla direzione della Filarmonica di Leningrado (Pietroburgo) e successivamente direttore del Teatro Marijinskij di San Pietroburgo.
Qui ha diretto i capisaldi del repertorio operistico russo – da Evgenij Onegin e Dama di picche di Čajkovskij a Guerra e pace di Prokof’ev – oltre ad aver realizzato le prime tournées all’estero con i complessi del Marijinskij.
Tra gli incarichi assunti nel corso della sua carriera si distinguono le collaborazioni la London Philharmonic Orchestra, la Dresdner Philharmonie e la Baltimore Symphony Orchestra in qualità di direttore principale. Dal 2007 è anche direttore ospite principale del Teatro Bol’šoj di Mosca.
Numerosi i riconoscimenti ottenuti per la sua incessante e qualificata attività artistica, da onorificenze di stato a premi della critica internazionale.
Impegnato ogni anno nei tradizionali concerti di apertura e chiusura della stagione della Filarmonica di San Pietroburgo oltre che in tournées all’estero, ha contribuito in prima persona all’arricchimento della vita culturale del suo paese. Nel 1998 ha ideato il “Premio Temirkanov” per favorire giovani musicisti di talento e nel 1999 ha creato un nuovo festival, The International Winter Festival Arts Square, che alterna concerti sinfonici, opere teatrali e serate letterarie.
Roustem Saïtkoulov
Ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di quattro anni, proseguendoli al Conservatorio di Kazan, sua città natale, e al Conservatorio di Mosca, dove si è diplomato.
Vincitore di numerosi concorsi internazionali, tra cui il Busoni di Bolzano, Géza Anda di Zurigo, Marguerite Long di Parigi, nel 2003 si è aggiudicato il primo premio al World Piano Masters di Montecarlo.
Una intensa e qualificata attività concertistica lo vede esibirsi sui palcoscenici di tutta Europa, Giappone, Cile, Stati Uniti, Canada e Sudafrica. In Francia, è ospite delle principali istituzioni concertistiche e di manifestazioni quali il Festival Chopin di Nohant, Piano aux Jacobins di Tolosa, Festival di Montpellier.
Nel 2008, alla Salle Gaveau di Parigi, ha eseguito l’integrale degli Studi e dei Preludi di Chopin in un’unica serata.
Molti dei suoi concerti sono stati trasmessi da Radio France, Radio Classique e dalle reti televisive francesi. Collabora diverse orchestre, tra cui la Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra Sinfonica di Praga e la Cappella Istropolitana. Per Emi Classics ha inciso una raccolta di studi di compositori russi e gli Studi di Chopin.
Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo
Fondata nel 1882, la Filarmonica è il più antico complesso sinfonico russo, oggi annoverata tra le migliori orchestre del mondo. Impegnata prevalentemente nei ricevimenti e nelle cerimonie di corte con un repertorio incentrato sulle opere di compositori nazionali, nei primi del ‘900 l’Orchestra iniziò a tenere pubblici concerti – le “Serate di musica contemporanea” – proponendo in prima esecuzione opere come Also sprach Zarathustra di Strauss, la Prima Sinfonia di Mahler o il Poema dell’estasi di Skrjabin.
Sul podio si avvicendavano rinomati direttori quali Nikisch, Glazunov, Kusevitzkij o lo stesso Čajkovskij che nel 1893 diresse in prima assoluta la sua Sesta Sinfonia. Divenuta Orchestra di Stato nel 1917, nel 1921 si unisce alla neofondata Filarmonica di Pietrogrado.
Si intensificano in questi anni le collaborazioni con noti direttori “dell’Ovest” quali Klemperer, Walter, Weingartner e con solisti come Szigeti, Casadesus, Schnabel, Heifetz.
Senza mai smettere di eseguire le opere di compositori russi coevi, l’Orchestra amplia il suo repertorio, includendo lavori di Stravinskij, Schönberg, Berg, Hindemith, Honegger, Poulenc. Nel 1938 Evgenij Mravinskij assume l’incarico di direttore musicale, portando la Filarmonica a vertici interpretativi mai raggiunti prima.
Con lui vengono eseguite opere di Haydn, Mozart, Beethoven, Berlioz, Debussy, Ravel e soprattutto di Šostakovič, che stabilì con Mravinskij un profondo e duraturo legame artistico.
In quel periodo vengono ospitati anche direttori come Stokowski, Markevitch, Sanderling, Solti. Nel 1988 Temirkanov viene scelto quale direttore principale.
Le tournées all’estero e le stagioni concertistiche, sono i punti cardine dell’attività dell’Orchestra, che nel 2007 ha celebrato i suoi 125 anni con una applaudita tournée negli Stati Uniti e numerosi concerti.

Marco del Vaglio








