Questo sito contribuisce alla audience di

Caputi: Sonata in re maggiore per flauto e basso continuo

Pubblicata dalla Ut Orpheus in prima assoluta l'edizione del brano del compositore napoletano, curata dalla flautista Renata Cataldi, con la collaborazione del clavicembalista Enrico Baiano

Copertina CaputiNell’ambito della collana della Ut Orpheus, rivolta alle Musiche dei secoli XVII e XVIII per strumenti e Basso Continuo, è stata recentemente pubblicata la partitura della Sonata in re maggiore per flauto e basso continuo del compositore napoletano Antonio Caputi (1720/30 – dopo il 1800).

Il volume, curato della flautista Renata Cataldi, con la collaborazione del clavicembalista Enrico Baiano, per quanto riguarda la realizzazione del basso continuo, rappresenta una prima assoluta e fa riferimento al manoscritto conservato nella biblioteca del conservatorio napoletano di San Pietro a Majella.

Particolarmente interessante anche la parte iniziale, dove la Cataldi riporta numerose notizie bibliografiche (in versione bilingue, grazie alla traduzione in inglese curata da Mark Weir).

A tal proposito, va sottolineato che il nome di Caputi non risulta in nessun dizionario del settore e, pur non essendo un compositore di professione, ma soltanto un nobile che si dilettava a scrivere della buona musica, ai suoi tempi era molto famoso, tanto da essere scelto nel 1772, come figura super partes, per portare avanti la riforma dell’orchestra del Teatro di San Carlo.

Basterebbe questa notizia per restituire all’autore una certa notorietà e quindi la pubblicazione della Cataldi cade quanto mai opportuna, in quanto si prefigge di colmare uno dei tanti vuoti relativi alla storia del Settecento musicale napoletano, che ancora oggi risulta affascinante e fonte di continue sorprese