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Franco Medori e Arkadi Zenziper incoronano la tastiera cilena di Gonzalo Paredes

Livello elevatissimo per il Premio Internazionale d’esecuzione che ha avuto la sua vetrina sul palcoscenico del teatro Verdi nell’ambito di uno splendido galà (articolo di Olga Chieffi)

Foto ParedesPubblico delle grandi occasioni, uno Steinway stellare, dieci giovani grandi pianisti, il prestigio e la storia del teatro Verdi di Salerno.

Questi gli ingredienti del sigillo finale di una sei giorni pianistica“Member of the Alink-Argerich Foundation”, organizzata da Antonia Willburger e firmata alla direzione artistica della pianista Ersilia Frusciante, che si è avvalsa del contributo della Provincia di Salerno, del Comune di Vietri sul Mare, del Comune di Salerno, della Regione Campania, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, dell’Ept di Salerno nonché del patrocinio del Conservatorio di musica “G. Martucci” di Salerno

La competizione ha visto incontrarsi e scontrarsi, dinanzi a due prestigiose giurie presiedute da Franco Medori, docente di pianoforte principale presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e Arkadi Zenziper, concertista e docente di pianoforte principale del Conservatorio Carl Maria Von Weber di Dresda, gli oltre settanta concorrenti, sbarcati a Vietri e Salerno da tutto il mondo, della X edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Vietri sul Mare – Costa Amalfitana” e dell’VIII edizione del Premio Internazionale d’Esecuzione Pianistica “Antonio Napolitano – Città di Salerno”

Il ventenne cileno Gonzalo Paredes è risultato il vincitore assoluto del Premio Internazionale d’Esecuzione Pianistica “Antonio Napolitano”, conquistando la borsa di studio di 3.000 euro offerta dagli eredi Napolitano e di due concerti di cui uno da tenersi nell’ambito della XIII edizione dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia”.

Il pianista ha sigillato la serata eseguendo le Variazioni sul basso della cantata di Bach “Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen” e corale “Was gott tut das ist wohlgetan” composte da Franz Liszt, sottolineando, attraverso non poche rinunce a qualche abbandono melodico, ma innervando il canto di ritmo e con esso la traccia nella forma, quel passaggio ideologico lisztiano tipico lamento-trionfo.

Meritata piazza d’onore per l’italiano Angelo Arciglione di Acri, il quale si è aggiudicato la borsa di studio di 1500 euro offerta da Rosamaria Bianco, che ha proposto il primo degli Etudes Tableaux op.39, di Rachmaninov, in un’esecuzione ove è risultata protagonista la cantabilità, in cui ogni virtuosismo od ornamento sono rifuggiti dall’idea di oggetto bello, ma senz’anima, risultando un mormorio, forse, di tante piccole voci, con tante fitte parole.

Terzo classificato il russo Vadim Ageev , che ha così portato a casa la borsa di studio di 1250 euro in memoria del maestro “Fortunato Galano”, proponendosi al pubblico con l’Allegro della Sonata n. 6 in Fa maggiore op.10 n. 2 di Ludwig Van Beethoven, in un’interpretazione in cui ha trasmesso la giovinezza, il sorriso, il gioco, ma mai irrispettoso, s’intende; libero nel mutare il tempo di fronte al secondo tema, o alla coda conclusiva.

La borsa di studio “Vincenzo Solimene” è stata vinta dagli ex aequo della Categoria C del Concorso Pianistico: il tedesco Duc-Ngoc Vu, che ci ha regalato il Preludio in Si minore BWV 893 di Johann Sebastian Bach e ancora un Etude Tableaux di Rachmaninov, il n. 5, attraverso cui ha rivelato un pianismo levigato e, al contempo, innervato come un David di Donatello ed il foggiano Vincenzo Galassi, che ha inaugurato la serata con la Parafrasi sui due temi della “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti, il quale ha evidenziato un’idea di Liszt “teatrale”, magnificamente giocato in superficie con solo qualche momento di concentrazione che è bastato a dimostrare che quella superficie poggia su di una solida sostanza.

Il premio Chopin, indetto per il bicentenario della nascita del compositore polacco, è stato attribuito al diciannovenne conterraneo del genio romantico, Rafal Blaszczyk, al quale è stata consegnata la borsa di studio di 500 euro offerta dall’Associazione Marina di Salerno, che ha ringraziato il pubblico regalando lo Scherzo n.3, op.39, un vero miracolo di fusione, in una forma ricchissima di elementi contrastanti che il giovane pianista ha messo in luce con pienezza e morbidezza.

Ha giocato in casa la vincitrice della sezione D, Kristina Kulish iscritta al secondo livello del “G.Martucci” di Salerno, allieva del M° G. Cuciniello, giurato del concorso, che non ha potuto fare a meno di premiarla, la quale ha eseguito nel galà la Sonata op.14 n. 2, in si minore, schizzata con vivacità ritmica ammirevole e aristocratica padronanza di fraseggio, nonostante la palese emozione, unitamente ad un eccezionale Mariano Oliva, scuola partenopea, presentatosi al pubblico salernitano con “Jeux d’eau” di Maurice Ravel, latore di un ventaglio timbrico e di una “pulizia” tecnica, che uniti a delicatezza di gusto e magia di pedale, ne hanno fatto il nostro personalissimo campione della serata.

A chiudere il premio, i vincitori della categoria E: ancora un giustissimo ex-aequo tra Giovanni Alvino che ci ha dedicato il Prelude in si bemolle n. 2, op.23 di Rachmaninov, in cui si è potuto apprezzare la sua tecnica generosa e il gusto per un fraseggio di ampia portata e Rena Noguchi, che ha proposto la Dumka op.59 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, una pagina che è stata resa dalle sue mani con una naturalezza e una morbidezza che hanno lasciato il segno nella memoria del pubblico.

Applausi calorosissimi per tutti e la speranza che il prossimo anno sul palco del nostro massimo possa esserci schierata, per questi talenti, anche una valida orchestra.