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Gilles Apap, concentrato straordinario di bravura ed istrionismo

Il violinista francese e l’European Union Chamber Orchestra spettacolari protagonisti del recente appuntamento della stagione della Associazione Scarlatti

Foto Apap e Euco
Viviamo in tempi nei quali la notorietà, anche in campo classico, si conquista più facilmente tramite un filmato su YouTube che grazie ad un cd.

Uno dei casi recenti di maggior clamore è sicuramente rappresentato dal violinista Gilles Apap, che appare sulla rete in un filmato, visualizzato da una quantità esorbitante di navigatori, dove dà vita ad una cadenza, a dir poco particolare, del rondo del Concerto per violino e orchestra n. 3 di Mozart.

L’artista, che Yeudi Menhuin definì “il violinista più singolare del XX secolo”, è giunto per la prima volta a Napoli, nell’ambito della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti, insieme ad una compagine altrettanto nota come l’European Union Chamber Orchestra.

Già dall’inizio, con il Preludio e Allegro di Pugnani, si comprendeva che Apap è un violinista straordinario, di grande eclettismo, dotato di un suono eccezionalmente pulito e, ad onta di un istrionismo musicale che fa sicuramente parte del personaggio, possiede un gesto molto semplice, eseguendo i vari pezzi con impressionante facilità, quasi bevesse un bicchiere d’acqua e, a volte, sembra quasi che l’archetto voli sulle corde senza toccarle.

Dopo Pugnani l’attesissimo Mozart, quello della cadenza presente sulla rete, che non ha deluso chi era venuto solo per questo momento, durante il quale Apap ha affrontato, come fa nel filmato, i generi più svariati, dal country al jazz, passando per la musica irlandese, quella indiana ed anche una spruzzatina di rock, dando un aspetto particolare al movimento conclusivo del concerto.

Capiamo che, soprattutto ai più intransigenti, la cosa non sia andata molto a genio, ritenendola una sorta di lesa maestà e, sicuramente, non siamo fra quelli che asseriscono che Mozart approverebbe tutto questo, ma se simili divagazioni sono utili per recuperare pubblico giovane (che comunque, prima della cadenza incriminata, è “costretto” ad ascoltare tutto ciò che di classico la precede) e, soprattutto, sono interpretate da un solista dalle qualità straordinarie quali Apap, ben vengano anche queste digressioni.

Grandissimo successo e due bis, il primo in stile irlandese, il secondo utilizzando ritmi gitani, entrambi supportati dagli archi della European Union Chamber Orchestra, che hanno chiuso la prima parte del concerto e l’esibizione di Apap.

Dopo aver sottolineato tutte le straordinarie qualità del violinista, un plauso enorme merita anche la European Union Chamber Orchestra che, dopo aver tenuto testa in modo eccezionale ad Apap, grazie soprattutto ad una sezione di archi stellare, ha avuto a disposizione per sé tutto il secondo tempo, durante il quale ha eseguito un arrangiamento per orchestra d’archi dell’Adagio per quintetto di fiati in si bemolle maggiore K. 411 di Mozart e la Sinfonia n. 49 in fa minore “La Passione” di Haydn.

Nel primo caso si trattava di una versione di uno dei brani che rientra nella “musica massonica” di Mozart, concepita dal musicologo tedesco Franz Beyer, studioso mozartiano tuttora vivente, noto in particolare per aver dato alle stampe, negli anni ’70, una sua revisione del celeberrimo Requiem KV 626.

Riguardo alla Sinfonia, essa rappresenta sicuramente la più particolare fra quelle composte fra il 1766 ed il 1772, nell’ambito del cosiddetto periodo “Sturm und Drang”, e si guadagnò tale appellativo intorno alla fine del Settecento, una volta che fu eseguita durante la settimana santa.

Anche in questa seconda parte la compagine ha evidenziato una eccezionale bravura, suggellata da un sontuoso Rondo-Allegro, suonato come bis, dalla Serenata in sol maggiore K. 525, meglio conosciuta come Eine kleine Nachtmusik.

Vanno infine ricordati gli oboisti Fabio D’Onofrio e Nunzio Franza, chiamati a sostituire in extremis due loro colleghi stranieri, impossibilitati a congiungersi con l’orchestra per le note vicende “vulcaniche”, cavandosela in modo egregio.

E, se si pensa quanti concerti saranno saltati nello scorso weekend, non possiamo che essere loro grati, e riconoscere inoltre all’Associazione Scarlatti anche un pizzico di fortuna, che nella vita non guasta mai.

Prossimo e ultimo appuntamento della stagione, il 6 maggio, con il grande Al Di Meola che, insieme ad un organico strumentale molto variegato, rivolgerà la sua attenzione alla musica di Piazzolla.