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Il clarinetto di Calogero Gambardella trionfa al Premio Nazionale delle Arti

La gemma del magistero del M° Gaetano Capasso strega la giuria di Sassari presieduta dal flautista Angelo Persichilli (articolo di Olga Chieffi)

Foto GambardellaL’altissima tradizione della scuola di fiati del Conservatorio di Salerno “G.Martucci” si è imposta a mani basse al premio Nazionale delle Arti, sezione fiati, svoltosi presso il Conservatorio di Sassari, con il clarinettista Calogero Gambardella, gemma del magistero di Gaetano Capasso.

Diplomatosi lo scorso anno, attualmente è iscritto al corso di didattica e, dopo dure selezioni, è stato decretato vincitore assoluto per acclamazione.

Alle semifinali erano iscritti quest’anno ben 27 studenti provenienti dai conservatori e dagli istituti musicali pareggiati di Milano, Palermo, Firenze, Trapani, Cosenza, Novara, Lecce, Trento, Torino, Genova, Teramo, Monopoli, Salerno, Matera, Pescara, Piacenza e Sassari, che li hanno preventivamente selezionati.

Dopo la prova finale la Giuria nazionale, presieduta da Angelo Persichilli, per quarant’anni primo flauto solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e oggi docente presso l’Accademia del Flauto di Roma e direttore artistico dell’Associazione del Gonfalone di Roma, e composta da Giuseppe Bodanza, dal 1963 al 2006 1ª tromba dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e, fin dalla sua fondazione, dell’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala, e da Pietro Borgonovo, oboista e direttore d’orchestra di fama internazionale, allievo del grande oboista Heinz Holliger, ha individuato quale vincitore assoluto della Sezione Strumenti a fiato il diciannovenne clarinettista Calogero Gambardella, che nella prova finale ha magistralmente interpretato la Première Rapsodie di Claude Debussy accompagnato dal pianista Michele Nurchis.

Una pagina questa in cui il maestro Capasso ha preparato in modo particolare l’allievo in particolare sulla duttilità del suono, in modo da riproporre il tema “faunesco” in varie vesti armoniche ed per evidenziare quella particolare pulsante alternanza tra momenti lirici e guizzi ironici.

Il nostro clarinettista al quale, insieme al suo maestro, si apriranno porte di sale veramente importanti in un prossimo futuro, ha superato brillantemente le semifinali presentando il concerto per clarinetto e orchestra di Jean Françaix, una degna sfida, come le roulades in tonalità di si maggiore, per qualsiasi esecutore, e riservando per la finale anche il rivoluzionario concerto per clarinetto solo di Valentino Bucchi una pagina, documento di una concezione estetica che intende ricercare l’assunto di una musica che per semplice che possa apparire, non risulta mai gratuita, né unicamente artigianale e mai estrosa o virtuosistica, pur mettendo in gioco l’intera tecnica dello strumento.

Ma i successi della scuola salernitana non si fermano ai fiati: due argenti sono stati meritatamente guadagnati dall’ensemble di Percussioni della docente Maria Grazia Pescetelli in quel di Mantova, composto da Maurizio Pagnotta, Lucio Miele, Giuseppe Costa, e Giuseppe e Simone Lembo, unitamente al percussionista solista Alessandro Ferrentino, e dal chitarrista Valerio Celentano, unitamente ad Antonio Pezzullo, presso il premio delle Arti svoltosi al San Pietro a Majella, dedicato all’arpa alla chitarra e ai plettri, splendidamente organizzato, con in giuria Roberto De Simone.

Menzione speciale, infine, per il giovanissimo violinista Gennaro Cardaropoli al Premio delle arti riservata agli archi svoltosi a Monopoli.