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Ciaikovskij: integrale dei concerti per pianoforte e orchestra

La serie dell’Hyperion "The Romantic Piano Concerto" raggiunge quota cinquanta con un eccezionale doppio cd che ha per protagonisti l’Orchestra del Minnesota, diretta da Osmo Vänskä, e il pianista Stephen Hough

Copertina cd Hyperion-ciaikovskijE’ dal 1993 che la casa discografica Hyperion sta proponendo una serie dedicata ai concerti per pianoforte ed orchestra del periodo romantico.

La collana ha ora raggiunto quota cinquanta e, per l’occasione, l’etichetta londinese ha immesso sul mercato un doppio cd rivolto all’integrale dei concerti per pianoforte di Ciaikovskij.

L’apertura è, naturalmente, dedicata al Concerto n. 1 in si bemolle minore, op. 25, forse uno dei brani più noti in assoluto, soprattutto per il suo primo movimento.

Risulta abbastanza curioso sapere che tale brano fu definito ineseguibile dal pianista e amico Nikolaj Rubinstein, al quale l’autore russo aveva sottoposto la partitura, probabilmente per l’uso fortemente percussivo del pianoforte nelle battute iniziali.

Colpito da questo giudizio, Ciaikovskij pensò bene di farlo esordire al di fuori dell’Europa, per cui fu eseguito in “prima assoluta” a Boston, nel 1875, durante una tournée statunitense del pianista e direttore d’orchestra Hans von Bülow, dedicatario della composizione

Il concerto riscosse un enorme successo ma, proposto a S. Pietroburgo, poco meno di un mese dopo, con Gustav Kross al pianoforte, ebbe accoglienze molto tiepide.

Diversa fu la risposta del pubblico di Mosca, tre settimane dopo, che lo ascoltò nell’interpretazione di Taneev e, da quel momento il brano cominciò il cammino trionfale durato fino ai nostri giorni.

Se questo è sicuramente il brano clou, non sono da sottovalutare le altre composizioni, molto poco conosciute, che completano l’integrale.

Si tratta del monumentale Concerto n. 2 in sol maggiore, op. 44, del breve Concerto n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 75, derivato da una Sinfonia mai scritta (la settima), e del Concerto Fantasia in sol maggiore, op. 56, concepito nello stile delle rapsodie di Liszt.

In aggiunta, il doppio cd include l’arrangiamento per pianoforte, da parte di Hough, di Solitude, op. 73 n. 6 e None but the lonely heart, op.6 n. 6 e due versioni alternative dell’andante non troppo, secondo movimento del Concerto per pianoforte n. 2, una dello stesso Hough e l’altra di Alexander Siloti, un allievo di Ciaikovskij.

Uno sguardo ora agli interpreti, per sottolineare innanzitutto che siamo di fronte alla prima incisione “live” effettuata da Osmo Vänskä, alla testa della Minnesota Orchestra (un binomio rodato, che ha già fruttato numerosi riconoscimenti internazionali), mentre la parte pianistica è affidata al britannico Stephen Hough, artista che all’Hyperion è di casa.

Sono tutti presupposti che non possono che sfociare in un’ottima registrazione, dove è possibile sia ammirare la compattezza e la nitidezza del suono di ogni sezione, nonché la potenza degli ottoni della Minnesota Orchestra, sia la brillantissima esecuzione del pianista, che mostra inoltre un perfetto affiatamento con la compagine statunitense.

Per concludere un doppio cd di estremo interesse, che ha il pregio di raccogliere in un’unica soluzione tutta la produzione di Ciaikovskij per pianoforte e orchestra, di proporre brani per la maggior parte di raro ascolto se non quasi sconosciuti e di affidarli ad un organico prestigiosissimo.