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Entusiasmante finale a Diciassette & Trenta Classica

Al Teatro Diana lo strepitoso recital del pianista Giuliano Mazzoccante chiude la quattordicesima edizione della rassegna

Foto MazzoccanteGiuliano Mazzoccante è stato il grande protagonista, al Teatro Diana, dell’appuntamento conclusivo della rassegna “Diciassette & Trenta Classica”.

Il pianista abruzzese ha proposto un programma molto vario, apertosi con la celeberrima Sonata n. 23 in fa minore, op. 57 di Beethoven, dedicata al conte von Brunswick, universalmente nota come “Appassionata”, appellativo aggiunto da un editore amburghese nell’edizione pubblicata nel 1838.

A seguire il Notturno, op. 9 per la sola mano sinistra, che Scriabin scrisse per sé in un periodo nel quale era impossibilitato a suonare con l’altra mano.

Il pezzo è poi divenuto una sorta di precursore di tutti quei brani, composti da celebri autori, per il grande pianista Paul Wittgenstein, che aveva perso il braccio destro durante la Prima Guerra Mondiale.

Dopo un breve intervallo, il secondo tempo è iniziato con la Fantasia in fa minore, op. 49, contributo di Chopin ad un genere più libero da strutture convenzionali, già sperimentato da Mozart e Schubert.

Completato e pubblicato nel 1841, il pezzo è ricco di rimandi epici e patriottici, che lo rendono fra i più intensi e conosciuti della produzione chopiniana.

Il concerto si è chiuso con due significativi lavori della produzione lisztiana, “S. Francesco da Paola che cammina sulle onde”, Leggenda n. 2 da “Armonie poetiche e religiose” e “Miserere”, dal “Trovatore” di Verdi.

Nel primo caso si trattava di una composizione, fra il mistico ed il virtuosistico, risalente al periodo 1863-1865, arco di tempo particolarmente travagliato per l’autore, al termine del quale prese i voti come abate, mentre nell’altro emergeva il Liszt superbo trascrittore di pagine operistiche.

E veniamo all’interprete, per dire innanzitutto che era da molto tempo che non assistevamo ad un recital così entusiasmante.

In effetti Giuliano Mazzoccante, che già avevamo avuto il piacere di ascoltare lo scorso anno, in duo con il clarinettista Antonio Tinelli (sodalizio sfociato in un cd brahmsiano che ha ricevuto unanimi consensi di critica), riesce ad abbinare un innato virtuosismo ad una estrema sensibilità, doti rare in un panorama come quello attuale, dove quasi sempre prevale un pianismo esclusivamente muscolare.

Per questo, a parte la proposizione impeccabile di capisaldi della letteratura pianistica, quali l’ “Appassionata”, siamo rimasti impressionati molto favorevolmente dall’esecuzione di un piccolo gioiello, come il Notturno di Scriabin, che forse ha rappresentato l’apice dell’intera esibizione.

Ricordiamo ancora che, a coronamento dello splendido pomeriggio musicale, Mazzoccante ha eseguito ben tre bis, costituiti da una Toccata di Scarlatti e due Studi di Chopin, davanti ad un pubblico numeroso e quanto mai attento (e anche questo è in gran parte merito del solista), che ha manifestato il suo consenso con applausi scroscianti.

In conclusione un gran finale, per una rassegna giunta alla quattordicesima edizione e che, forse mai come quest’anno, ha mantenuto un livello molto alto, per cui i ringraziamenti ed i complimenti conclusivi vanno ai due direttori artistici Antonello Cannavale ed Alberto Maria Ruta che, in tempi come quelli attuali, segnati da una carenza cronica di fondi, sono stati gli artefici di un piccolo miracolo.