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Banchieri: Il Terzo e Quarto libro delle Canzonette a tre voci

La Stradivarius affida all’Ensemble Delitiae Musicae l’interpretazione di due raccolte del Seicento

Copertina cd BanchieriTommaso Banchieri nacque nel 1568 a Bologna, da una famiglia originaria di Lucca.

Della sua adolescenza si conosce poco e la prime notizie risalgono al 1587, anno della sua entrata nell’ordine dei monaci Olivetani, la cui sede era il convento di S. Michele in Bosco, nei pressi di Bologna.

Nel 1590 prese i voti, cambiando il suo nome in Adriano e iniziò un lungo girovagare che lo portò in varie abbazie legate all’Ordine di appartenenza.

La sua formazione musicale risale probabilmente a questo periodo, e si deve in particolare a Gioseffo Guami, prestigioso organista e compositore lucchese.

Banchieri ritornò nel 1608 nel convento bolognese, dove rimase fino alla morte avvenuta nel 1634, divenendo una figura centrale della vita culturale della città.

Fondò, tra l’altro, nel 1615 l’Accademia dei Floridi, dove si attribuì il soprannome di Accademico Dissonante, ma utilizzò altri pseudonimi come Adriano da Bologna, Attabalibba dal Perù e Camillo Scaligeri della Fratta, quest’ultimo utilizzato in ambito letterario.

Infatti il compositore fu anche autore di numerose commedie e la sua impronta è tuttora presente in campo letterario, dove con Cacasenno dette vita al seguito del Bertoldo e del Bertoldino di Croce.

Pur se la sua produzione abbraccia anche l’ambito sacro (per ovvii motivi legati alla sua attività monacale), sicuramente più note sono le sue raccolte di musica profana, soprattutto madrigali e canzonette, ricche di soluzioni innovative, caratterizzate da una trama, seppur esile, e popolate da personaggi ben delineati, provenienti dalla Commedia dell’Arte, al punto che molti le considerano una sorta di anticipazione del melodramma.

In realtà, Banchieri si rese conto dei cambiamenti che stavano avvenendo e fornì il suo apporto, senza però rinnegare una formazione di base, fortemente ancorata al passato, che non gli impedì, comunque, di portare avanti spunti satirici nei confronti dei musicisti colti del periodo.

Un esempio dello stile di Banchieri ci viene proposto da un recente cd della Stradivarius, rivolto al terzo e quarto libro di Canzonette a tre voci, rispettivamente intitolati “Il studio dilettevole” (Milano, 1600) e “Il metamorfosi musicale” (Venezia, 1601).

Già dall’intestazione si comprende come la “canzonetta” fosse un genere molto più frivolo del madrigale, così come le soluzioni adottate riguardo al dipanarsi delle vicende che fanno da sfondo alle due raccolte, affollate da figure appartenenti, come già accennato in precedenza, alla Commedia dell’Arte, quali ad esempio Pantalone, sua figlia Isabella, il servo Pedrolino, il capitano spagnolo, lo spasimante giovane, quello anziano gabbato e così via.

Una umanità varia che emerge dalla splendida interpretazione dell’Ensemble vocale-strumentale Delitiae Musicae, diretto da Marco Longhini, supportata da alcune scelte di natura filologica, spiegate nell’esauriente libretto di accompagnamento.

Per quanto riguarda i componenti del gruppo, tutti bravissimi, ricordiamo i tre cantanti, Alessandro Carmignani (tenore), Paolo Costa (baritono) e Marcello Vargetto (basso), molto abili a passare dalle loro voci naturali al falsetto richiesto per alcuni ruoli (definito “alla bastarda”), superando anche le difficoltà di natura linguistica, dovute ai numerosi dialetti presenti nel testo.

In conclusione un cd che riporta in auge Adriano Banchieri, uno dei principali protagonisti di una fase di transizione che, dal tardo Rinascimento, avrebbe portato agli albori del Barocco.