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Mahler: Sinfonia n. 2 in do minore (Resurrezione)

In un doppio cd della CSO-Resound l’Orchestra Sinfonica di Chicago, diretta da Bernard Haitink, il Chicago Symphony Chorus e le soliste Christianne Stotijn e Miah Persson danno lustro all’imponente brano dell’autore austriaco

Copertina cd mahler 2 CSONel 1888, dopo aver portato a termine la Sinfonia n. 1, Mahler si stava dedicando alla composizione di un poema sinfonico in do minore, dal titolo estremamente significativo di Todtenfeier (Esequie), scaturito da un sogno nel quale aveva assistito al proprio funerale.

Il pezzo fu però accantonato e ripreso, cinque anni dopo, per essere utilizzato come movimento iniziale della Sinfonia n. 2, terminata nel 1894.

L’episodio determinante, che stimolò il musicista a completare la sua seconda sinfonia fu l’ascolto, durante l’orazione funebre in memoria dell’amico e direttore d’orchestra Hans von Bülow, dell’ “Ode alla Resurrezione” del poeta tedesco Klopstock.

Paradossalmente, proprio von Bülow, ascoltando anni prima l’abbozzo del poema sinfonico al pianoforte, era rimasto sconcertato da quel genere di musica

Ma non era quello l’unico motivo di disorientamento relativo ad una sinfonia che, come la maggior parte dei brani di Mahler, al suo esordio provocò più polemiche e critiche che consensi.

Innanzitutto l’autore suddivise il suo lavoro in cinque movimenti al posto dei canonici quattro e, nel complesso, con la maggior parte di essi che si collocavano al di fuori degli schemi consueti.

Ancora, per la prima volta, il musicista innestò tre lieder sul tessuto sinfonico, due dei quali, “La predica di S. Antonio da Padova ai pesci” e “Luce primordiale” appartenevano alla sua raccolta “Des Knaben Wunderhorn” (il primo proposto solo come motivo nello scherzo del terzo movimento ed il secondo affidato alla voce di un contralto nel penultimo).

Dal canto suo il terzo lied, utilizzato per l’apoteosi finale, comprensiva di coro e soprano, si basa sul testo della già citata “Ode alla Resurrezione” di Klopstock, che sarebbe stata presa come riferimento per dare il nome all’intero lavoro, con alcune aggiunte operate dallo stesso Mahler.

Dal punto di vista musicale, diversi furono gli autori presi come riferimento, a cominciare da Beethoven, che aveva aperto la sua “Eroica” con un tempo di marcia funebre e affidato la chiusura della celeberrima “Nona” ad alcune voci soliste e ad un coro.

Ma, nella parte iniziale, si possono riscontrare anche accenni di natura bruckneriana, così come nel secondo tempo, il più vicino ai canoni della sinfonia classica, si avvertono echi di Schubert.

La sinfonia è stata recentemente proposta dalla CSO-Resound (distribuita in Italia da Ducale Music), in una registrazione effettuata “dal vivo” dove l’Orchestra Sinfonica di Chicago, diretta da Bernard Haitink, evidenzia tutte le caratteristiche che hanno portato la compagine ad essere una delle migliori al mondo, ovvero sezioni di grande compattezza, affiatamento perfetto, straordinaria nitidezza e ricercatezza del suono.

Completano il prestigioso organico il mezzosoprano Christianne Stotijn, il Coro dell’Orchestra Sinfonica di Chicago (direttore Duain Wolfe), ed il soprano Miah Persson, che contribuiscono anch’essi ad un’incisione di elevatissima qualità.