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Mendelssohn: integrale dei brani per violoncello e pianoforte

Dalla Bottega Discantica un ottimo cd dove Luca Simoncini e Andrea Carcano si confrontano con pagine rare dell’autore tedesco

Copertina cd Mendelssohn violoncello e pianoforteSebbene Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847) sia fra i compositori più noti, soprattutto per la sua “Marcia nuziale” (dal “Sogno di una notte di mezza estate”), ancora oggi colonna sonora di tanti matrimoni, pochi sanno che l’autore tedesco fu un bambino prodigio, probabilmente secondo soltanto a Mozart.

Ciò venne sicuramente agevolato dalla educazione ricevuta e dal fatto che i Mendelssohn ospitavano frequentemente personalità di spicco del mondo artistico ed intellettuale.

D’altronde ci doveva essere anche una naturale propensione di famiglia, se pensiamo che la sorella maggiore Fanny era un’ottima pianista ed eccellente compositrice, mentre il fratello minore Paul, banchiere di professione, suonava il violoncello a buoni livelli.

Nonostante questo, almeno inizialmente, la passione di Felix venne ostacolata dai genitori, forse preoccupati per il fatto che il mestiere di musicista non potesse dargli la dovuta tranquillità economica.

Naturalmente si sbagliavano, e va ricordato che, all’attività compositiva, iniziata in tenera età, Mendelssohn abbinò una carriera ricca di successi come pianista, organista e direttore d’orchestra, fondò il Conservatorio di Lipsia e riportò in auge anche la musica di Bach, grazie ad un memorabile allestimento della Passione secondo S. Matteo.

La sua produzione spazia nei vari generi, compreso quello cameristico, al quale appartiene l’integrale dei brani per violoncello e pianoforte, oggetto di un recente cd edito da “La Bottega Discantica”, che comprende la Sonata in si bemolle maggiore n. 1, op. 45 (1838), la Sonata in re maggiore, op. 58 (1843), le Variations concertantes in re maggiore, op. 17 (1829) e il Lied ohne worte in re maggiore, op. 109, che risale al 1845.

Tutti hanno un dedicatario, in quanto la Sonata n. 1 e le “Variations” furono scritte per il fratello Paul, la seconda sonata venne composta per il conte Matteo Wielhorski, mecenate russo e solista dilettante, ed infine, la Romanza senza parole venne creata appositamente per la diciottenne Lisa Cristiani, una delle prime virtuose del violoncello, morta di colera ad appena 26 anni.

Dal punto di vista musicale, le Sonate mettono in evidenza una ricchezza di spunti melodici, notevole eleganza e sprazzi di grande luminosità, abbinandoli sovente a passaggi di discreto virtuosismo e, soprattutto nella seconda, assistiamo ad un rapporto paritario dei due strumenti nell’ambito della partitura.

Dal canto suo l’op. 17 consta di un tema e otto variazioni, mentre la breve e sognante “Romanza senza parole” rappresenta il suggello all’omonima serie di brani per pianoforte, racchiusa in otto volumi, iniziata da Mendelssohn nel 1829 e completata nel 1845.

Un cenno conclusivo meritano gli ottimi interpreti, il violoncellista Luca Simoncini ed il pianista Andrea Carcano, molto affiatati fra loro, che danno vita ad un’esecuzione ricca di passione, che risponde pienamente allo spirito mendelssohniano.