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Pizzetti: Canti della stagione alta

Dalla Naxos alcuni brani rari del musicista italiano

Cd di PizzettiDiversi anni fa lamentavamo la mancanza di una iniziativa discografica italiana, che rivolgesse le sue attenzioni ai compositori del nostro paese, magari recuperando anche le innumerevoli registrazioni dei concerti delle orchestre Rai.

In particolare, ad eccezione di Respighi, da considerare quasi un privilegiato, in quanto eseguito in tutto il mondo, nomi significativi come quelli di Alfano, Casella, Malipiero e Pizzetti capitavano raramente in un qualsiasi catalogo.

Da allora la situazione è nettamente migliorata e, se in Italia nessuno ha preso iniziative del genere, fuori dai nostri confini si è avuto un moltiplicarsi di incisioni molto valide, dedicate in particolare ai rappresentanti di quella che viene definita “Generazione dell’Ottanta”, perché costituita da autori nati intorno al 1880.

Numerose sono state le case discografiche distintesi in tale operazione, con un posto preminente per la Naxos che ha immesso sul mercato diversi cd relativi a questa ampia pagina di storia musicale italiana.

Fra questi vogliamo segnalarvi un disco, uscito in precedenza con l’etichetta Marco Polo, dove sono proposti alcuni brani di Ildebrando Pizzetti, nato a Parma nel 1880 e morto a Roma nel 1968, conosciuto soprattutto come operista, ma la cui produzione ha abbracciato i generi più diversi.

Si tratta di una breve ma esauriente panoramica, formata da tre brani, che descrive molto bene l’ecletticità del compositore.

Si parte proprio dal contesto operistico, con il “Preludio” da Fedra, tragedia musicale su testi di Gabriele d’Annunzio, che esordì a Milano nel 1915.

A seguire il pezzo forte dell’intera incisione, il Concerto per pianoforte ed orchestra intitolato “Canti della stagione alta” (1930), che evidenzia in modo esauriente lo stile di Pizzetti, ancorato alla tradizione, ricco di melodie e con numerosi echi di musica antica italiana, alla quale era stato introdotto da una prestigiosa figura quale Giovanni Tebaldini.

Chiusura con la prima registrazione assoluta della “Sinfonia del fuoco”, che accompagnava alcune scene di “Cabiria”, un kolossal del cinema muto, girato nel 1914 da Giovanni Pastrone, dove c’era anche lo zampino di D’Annunzio.

In realtà Pizzetti era stato chiamato per scrivere l’intera colonna sonora del film, ma la sua eccessiva meticolosità suggerì al regista di accantonare l’idea e affidarsi a Manlio Mazza, all’epoca molto noto, per cui a Pizzetti rimase soltanto la descrizione delle immagini legate ai sacrifici umani in onore del dio Moloch.

Per quanto riguarda gli interpreti, ottima risulta l’esecuzione della Robert Schumann Philharmonie, diretta da Oleg Caetani, mentre la parte solistica è affidata alla pianista Susanna Stefani Caetani (seconda moglie del maestro), che svolge appieno il suo ruolo, evidenziando il romanticismo e la cantabilità insiti nel concerto.

L’organico è completato dalla presenza, nel pezzo tratto da Cabiria, del baritono Boris Statsenko e dallo Städtischer Opernchor di Chemnitz, che forniscono il loro prezioso apporto, contribuendo alla buona riuscita di una pregevolissima incisione.