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Magnificat

Dalla Naxos due versioni di Bach e Mendelssohn del celebre inno mariano

Copertina cd Magnificat Bach-MendelssohnNel primo capitolo del Vangelo di S. Luca, si narra che la Madonna andò a far visita alla cugina Elisabetta, in dolce attesa, per fornirle il suo aiuto.

Nel momento del loro incontro, Maria rispose al saluto della futura madre di S. Giovanni Battista, con un canto di gioia e ringraziamento che, prendendo spunto dal suo incipit latino, è oggi universalmente noto come Magnificat.

Questo splendido inno, secondo una suggestiva ipotesi, fu per primo intonato proprio dalla Madre di Dio, in quanto la lingua da Lei parlata, l’aramaico, in occasioni solenni assume proprio l’andamento tipico della cantilena.

Numerosi sono stati gli autori che hanno musicato il Magnificat e, recentemente, la Naxos ha voluto confrontare due esempi significativi, quello celeberrimo, scritto da Johann Sebastian Bach (1685-1750), ed uno meno noto, composto da Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847).

Il primo ebbe una lunga gestazione, compresa fra il 1723, anno in cui, durante i riti legati alla festività natalizia, fu eseguito un Magnificat in mi bemolle, ed il 1731, quando venne completata la versione giunta fino a noi e catalogata come BWV 243.

Rispetto al brano di partenza, quello definitivo presenta l’eliminazione di quattro movimenti, i cui testi erano avulsi dall’originale, e l’aggiunta di flauti e trombe, con la conseguente trasposizione nella tonalità di “re maggiore”.

Dal canto suo il pezzo di Mendelssohn, datato 1822, risente di una chiara influenza legata sia a Johann Sebastian Bach che al figlio Carl Philipp Emanuel, anch’egli autore di un celebre Magnificat.

Però, nonostante in diversi passaggi siano evidenziate forti affinità con i due modelli di riferimento, il lavoro del tredicenne Felix lascia già intravedere gran parte delle potenzialità, che sarebbero sfociate nel suo stile inconfondibile.

Per quanto concerne l’incisione, essa è affidata ad un buon organico vocale-strumentale, interamente britannico, costituito da Yale Schola Cantorum, Yale Voxtet, Yale Collegium Players, il tutto sotto la direzione di Simon Carrington.

Ricordiamo ancora che il cd si completa con altri due brani di Mendelssohn, Sinfonia per archi in sol minore n. 12, di decisa influenza bachiana, penultima di un gruppo di lavori adolescenziali e un’ Ave Maria, di grande maturità, pur se scritta ad appena 21 anni.

Quest’ultima anticipa alcune delle tematiche musicali contenute nella Sinfonia n. 5, nota anche come “Riforma”, che l’autore compose nel 1830, in occasione del terzo centenario della “Confessione Augustana” di Martin Lutero.

Una notazione conclusiva merita un errore abbastanza marchiano, presente nel libretto di accompagnamento, che pur attribuendo il Magnificat a Maria, lo inquadra in un contesto completamente diverso, ovvero quello relativo all’Annunciazione.