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Puccini Rediscovered

Dalla Deutsche Grammophon inediti pucciniani recuperati dal maestro Alberto Veronesi ed eseguiti, sotto la sua direzione, da un organico vocale e strumentale di altissimo livello

Copertina cd Puccini RediscoveredDa qualche anno a questa parte, il maestro Alberto Veronesi sta portando avanti una serie di iniziative volte al recupero di inediti, o alla proposizione di opere poco conosciute, create in Italia fra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

In particolare gli autori presi in considerazione sono Mascagni, Leoncavallo, Puccini, Giordano e Cilea, che sposarono le idee della corrente letteraria “verista”, dando vita alla cosiddetta Giovane Scuola Italiana.

Un notevole slancio a questo progetto è sicuramente venuto dalle celebrazioni legate al 150° anniversario dalla nascita di Giacomo Puccini (1858-1924), caduto nel 2008, che ha avuto il merito di concentrare sulla figura del compositore gli interessi della comunità musicale internazionale.

Esempio molto significativo al riguardo è rappresentato dal cd della Deutsche Grammophon, intitolato “Puccini Rediscovered”, dove sono presenti alcuni inediti brani orchestrali insieme ad arie rimaneggiate, sostituite e talora anche accantonate, appartenenti alle opere più note dell’autore lucchese.

L’apertura del disco è rivolta al “Preludio a orchestra” del 1876, per molto tempo confuso con il “Preludio Sinfonico”, scritto invece sei anni dopo.

Successivamente troviamo diversi pezzi operistici, suddivisi equamente fra versioni alternative, originali e manoscritte, tratte da “La Rondine”, “Madama Butterfly”, “Edgar”, “Manon Lescaut”, “La fanciulla del West” e “Suor Angelica”.

Una panoramica oltremodo interessante, dalla quale si possono ricavare i dubbi e i ripensamenti di uno dei più grandi musicisti italiani, molto apprezzato dal pubblico dei melomani, meno da una critica che solo in tempi abbastanza recenti lo sta rivalutando.

Senza entrare nei dettagli, una osservazione al proposito di questi brani si può sicuramente fare ed è quella che tutti i pezzi proposti, anche quelli scartati, sono di elevatissimo spessore.

In più, l’ampio ed articolato programma è affidato ad un organico di assoluto valore, raccolto sotto la bacchetta di Veronesi, che comprende una delle migliori orchestre del mondo, quella dei Wiener Philharmoniker, e due cantanti di caratura mondiale come il tenore Plácido Domingo ed il soprano Violeta Urmana.

Completano l’elenco, il Wiener Staatsopernchor e tre cantanti molto bravi, quali il soprano Annamaria Dell’Oste (nel ruolo di Lisette ne “La Rondine”), ed i tenori Alfredo Nigro e Stefano Secco, rispettivamente Dick Johnson ne “La fanciulla del West” e Ruggero ne “La Rondine”.

A tutti va il nostro plauso per aver contribuito a far emergere alcuni inediti di Puccini, dimostrando che la sua produzione, ad onta della notorietà del musicista, necessita di ulteriori approfondimenti, che sicuramente arricchiranno il patrimonio musicale e saranno fonte di nuove e piacevoli sorprese.