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Ricordando David Oistrakh

Dalla Regis due celeberrimi concerti interpretati nel 1958 dal grande violinista russo

Copertina cd Regis OistrakhNato ad Odessa nel 1908, in una famiglia di commercianti di origine ebraica, David Oistrakh iniziò a suonare il violino e la viola a 5 anni.

Suo primo ed unico maestro fu Pyotr Stolyarsky, che lo fece debuttare a sei anni, mentre nel 1923 entrò nel conservatorio della sua città, diplomandosi tre anni dopo.

Si spostò quindi a Mosca, dove mise le basi per la sua straordinaria carriera, coronata da successi alle più importanti competizioni internazionali, con ripercussioni positive anche all’interno dell’Unione Sovietica.

Divenne il dedicatario di numerosi brani di autori russi, come Shostakovich, con il quale strinse una salda amicizia, Miaskovsky e Kachaturian.

Contemporaneamente fu docente, avendo fra i suoi studenti violinisti del calibro di Oleg Kagan e Gidon Kremer, ed anche direttore d’orchestra.

A partire dal 1949 cominciò a effettuare tournée al di fuori della Russia, prima nell’ambito dei paesi dell’Est ed in seguito calcando anche i palcoscenici occidentali.

Una vita troppo frenetica al punto che, nel 1964, ebbe un attacco di cuore ma, incurante, proseguì la sua massacrante attività fino ad un ulteriore attacco, sopravvenuto nel 1974, mentre si trovava ad Amsterdam, che mise fine ai suoi giorni.

Ricordiamo ancora che Oistrakh suonò diversi Stradivari, alcuni dei quali di sua proprietà, come il “Conte di Fontana” del 1702, venduto per acquistare a sua volta lo Stradivari “Marsick” del 1705 e che, in onore suo e del figlio Igor, anch’egli violinista e tuttora vivente, un asteroide è stato chiamato “42516 Oistrach” (non si sa bene perchè con la c e non con la k).

Un esempio significativo dello stile e della bravura del violinista russo è contenuto in un recente cd della Regis, che raccoglie due incisioni del 1958, caratterizzate da un audio decisamente buono.

In esse il violinista interpreta, utilizzando il “Conte de Fontana”, il Concerto per violino n. 3 in sol maggiore K. 216 di Mozart e il Concerto per violino in re maggiore, op. 61 di Beethoven.

Nel primo caso è accompagnato dalla Philharmonia Orchestra, mentre nel secondo dall’Orchestra Nazionale di Francia, con entrambe le compagini dirette dal celebre maestro André Cluytens (1905-1967), nato in Belgio ma francese d’adozione.

Quasi inutile sottolineare la grande abilità del solista, che fa rivivere i fasti di un periodo irripetibile, segnato dalla presenza di una serie di grandissimi interpreti, di grandi direttori, e di orchestre che, in uno spazio ristretto di tempo, riuscivano a dare vita a incisioni entusiasmanti.

In conclusione un cd che ci restituisce uno dei più prestigiosi violinisti del Novecento ed il suono di uno Stradivari, che ancora oggi calca le scene di tutto il mondo, in quanto in dotazione ad un altro prestigioso artista, l’italiano Massimo Quarta.