Mercoledì 1 settembre, ore 21.30, al museo Madre (via L. Settembrini n. 79, Napoli) penultimo happening musicale che “Progetto Sonora” propone nell’ambito della rassegna “Un’Estate al Madre 2010”.
Di scena Lello Petrarca, Enrico Del Gaudio & Banderumorose (Giulio Martino, sax; Leonardo Massa, violoncello; Aldo Vigorito, contrabbasso) e Pino De Vittorio in “Ancient and traditional songs & other”
Costo del biglietto: 10,00 Euro
Info e prenotazioni
Museo Madre
Tel.: 081/19313016
Ufficio Stampa “Progetto Sonora”
Victoriano Papa
cell.:333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
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“Ancient and traditional songs & other”
I connotati di questo particolare progetto artistico sono espressamente anticipati dal suo titolo, che suona quasi come una ‘dichiarazione d’intenti’.
Il fine è spaziare, secondo estro, ispirazione estemporanea, virtuosismi e, al tempo stesso, una sintassi sonora ben determinata, tra vari generi musicali, fondendo aspetti antichi, repertori classici, linguaggi tradizionali con influenze della musica folk ed estrazioni jazzistiche.
Questi, quindi, gli ingredienti: musica antica (per lo più rinascimentale e barocca), sonorità e ritmiche della tradizionale popolare e il concetto di improvvisazione, di chiara derivazione jazzistica.
La motivazione che ha dato vita a un tale lavoro scaturisce dall’interesse e dalla curiosità per tutte le varietà musicali che prevedono l’uso di componenti improvvisate, nonché dalla frequentazione di un’istituzione come il Centro di musica antica Cappella della Pietà de’ Turchini e dall’incontro con Pino De Vittorio.
La fusione tra jazz e musiche tradizionali è cosa che si fa da sempre (di solito è il jazz a capitalizzare tali incontri), ma attingere a un serbatoio culturale come quello rinascimentale e barocco era un’operazione assai rischiosa.
Rinascimento e Barocco sono termini riduttivi, che consentono solo di definire approssimativamente l’ambito cronologico di riferimento, anche se gli sviluppi in quest’arco temporale sono alquanto imprevedibili.
In musica, in particolare, è un periodo di cambiamenti fondamentali: è un momento di passaggio dalla modalità al sistema temperato.
Tutti i musicisti dell’epoca si trovano a sperimentare nuove soluzioni tra la modalità e il nuovo giocattolo rappresentato dalla tonalità, che porta con sé anche l’invenzione di nuovi strumenti musicali, e quindi nuove sonorità e nuovi materiali con cui innovare e inventare.
Le composizioni non vengono ancora sclerotizzate in una partitura statica, ma (e parliamo quasi esclusivamente della musica strumentale) lasciano ampi margini di manovra agli strumentisti, che improvvisano usando i brani come veri e propri ‘standards’ dell’epoca.
All’origine di questo progetto, dunque, risiedeva l’idea di fare interagire le varie componenti musicali tra loro, senza però snaturare la peculiare essenza.
Tale intenzione ha condotto Lello Petrarca, Enrico Del Gaudio e Pino De Vittorio a concepire, su puntuale meditazione, i termini di definizione e presentazione di un lavoro di tal fatta, avendo chiara l’idea di coinvolgere artisti di calibro, ma con esperienze musicali, frequentazioni e repertori distanti tra loro.
Trait d’union – è bene ribadirlo un’ultima volta – non solo l’ovvia comune passione per la musica, ma la capacità tecnica e l’originalità artistica, alla base dell’improvvisazione quale elemento cardine del progetto.
Lello Petrarca
Nasce a Caserta il 23/05/1977.
Si appassiona alla musica sin dall’età scolare e la studia regolarmente prima sotto la guida di maestri locali, poi frequentando il Conservatorio e conseguendo il diploma in pianoforte.
Pianista, compositore, polistrumentista e arrangiatore ha collaborato con artisti locali e nazionali, tra i quali: Nino Buonocore, Francesca Schiavo, Daniele Sepe, con cui ha suonato sui palchi più importanti d’Italia e d’Europa, Marco Zurzolo, Stefano Di Battista, Giovanni Amato, Pino Minafra, Antonio Onorato, Enrico del Gaudio, Alberto D’Anna, Franco Sansalone, Massimo Ferrante, Aldo Vigorito, Giulio Martino, Luca Aquino, Marzouk Mejri, Karl Potter, Micrologus, e tanti altri ancora.
Ha poi suonato con il prestigioso tenore Pino De Vittorio esibendosi nell’ambito della stagione concertistica dell’associazione Alessandro Scarlatti di Napoli nel novembre del 2008, e nella rassegna “Leuciana Festival” nel luglio 2009, e ha inoltre collaborato con il noto trombettista americano Andy Gravish.
Uscite televisive: San Remo rock su Rai Uno, Tim Tour su Italia Uno (Collaborazioni Pop) e concerto di Daniele Sepe su Rai Tre.
Numerose sono le sue performance in CD come sideman: “Truffe & Other Sturiellet” CD di Daniele Sepe 2004 edizioni Polosud, “Nia Maro” CD di Daniele Sepe 2005 edizioni Il Manifesto, “Una banda di pezzenti” CD di Daniele Sepe 2006 edizioni RaiTrade, “Biancofiore” CD di Enrico Del Gaudio 2006 edizioni Il Manifesto, “Ricuordi” CD di Massimo Ferrante 2006 edizioni Felmay, “lI Delirio di Ulisse” CD di Francesco Sansalone 2007.
Ha collaborato alla composizione e registrazione delle musiche per un documentario di Marco Paolini andato in onda su la 7.
Svolge attività didattica in varie scuole e, dal 2004, dirige un proprio studio di registrazione “Studio Logic Totem” in cui vengono realizzati lavori discografici di vario genere.
Enrico Del Gaudio
Enrico Del Gaudio batterista, compositore e arrangiatore napoletano, inizia la sua attività di musicista suonando in formazioni di area jazzistica.
Ben presto si lega al gruppo di Daniele Sepe col quale comincia un’attività più che decennale che lo porta a esibirsi su prestigiosi palchi d’Italia e d’Europa, prendendo parte a un’intensissima attività in studio di registrazione.
In questi anni ha collezionato circa sessanta partecipazioni in cd come sideman, colonne sonore (G. Salvatores, M. Martone, Ferrario, Caria, Pannone) e teatro (V. Bellini, Argentina). Dal vivo vanta collaborazioni con J. Surmann, L. Sclavis, T. Scott, A. Salis, M. Giammarco, Micrologus, Pino De Vittorio, 99 Posse, Zezi, R. Tesi e moltissimi altri. Nella sua carriera ha partecipato a più di sessanta lavori discografici.
Dal 2003 è impegnato sia come leader di proprie formazioni (enricodelgaudio&banderumorose), che in studio come produttore, arrangiatore e compositore di propri lavori e per altri artisti. La sua maniacalità sul lavoro lo porta a occuparsi di tutti gli aspetti: dalla scrittura, all’esecuzione, alla registrazione, al missaggio, fino all’ideazione grafica del suoi album.
Nel 2007 nasce la collaborazione con il prestigioso tenore Pino De Vittorio che porta alla produzione di un lavoro discografico e di un concerto che rivisita e ricontestualizza materiale musicale della tradizione barocca per quartetto jazz più gruppo barocco; con la stessa formazione si esibisce nell’ambito della prestigiosa stagione concertistica dell’associazione Alessandro Scarlatti nel novembre 2008.
Da sempre impegnato nel campo della didattica dirige dal 1996 una propria scuola di percussione “Officine Percussive”.
Dal 2005 coordina anche un proprio studio di registrazione “BandeRumorose” che sta diventando punto di riferimento, a Napoli, per tutti i musicisti che ricercano ottime riprese acustiche.
Cd a proprio nome:
AAAHHHUUUMMM!!! (il manifesto-2003)
Standards vol. I “ipotesi n. 1 per un concerto di jazz (noVoices- 2005)
Biancofiore (il manifesto-2006)
Standards vol. II “Ancient & Traditional songs & Other”
Pino De Vittorio
Attore e cantante nato a Leporano (TA), dopo un avvio dedicato al recupero della tradizione pugliese, entra nella compagnia teatrale e musicale diretta da Roberto De Simone prendendo parte ai suoi principali lavori (Mistero Napolitano, Li zite ‘ngalera, L’Opera Buffa del Giovedì Santo, la Gatta Cenerentola).
Per il Teatro San Carlo di Napoli lavora nel 1984 in Il Crispino e La Comare, e successivamente nello Stabat Mater e nel Requiem in memoria di P.P. Pasolini di De Simone.
Partecipa a numerosi festival nazionali e internazionali: è interprete dell’Orfeo di Monteverdi rivisitato da Luciano Berio per il Maggio Musicale Fiorentino, e per le Settimane Internazionali di Napoli dell’Histoire du Soldat diretto da Salvatore Accardo e del Pulcinella di Stravinskij diretto da M. De Bernardt.
A Londra, alla presenza dei reali d’Inghilterra, ha interpretato il ruolo di Amore nella Dafne di Marco Zenobi da Gagliano.
È solista delle formazioni vocali e strumentali Maedia Aetas, Fuggilotio, e Accordone Ensemble.
Da sempre è uno dei punti di riferimento della Cappella della Pietà de’ Turchini, con la quale – sotto la direzione di A. Florio – ha approfondito il repertorio barocco, senza comunque rinunciare a una cifra stilistica caratterizzata da grande versatilità.

Marco del Vaglio








