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Artur Schnabel

Solista, docente e compositore, fu il primo ad incidere l'integrale delle Sonate di Beethoven

Foto Artur SchnabelNato a Lipnik nel 1882, al confine fra Polonia ed Austria, da una famiglia di origine ebraica, Artur Schnabel si trasferì a sette anni a Vienna dove ebbe come docente Theodor Leschetizky.

Nel 1900 si spostò a Berlino, iniziando una intensa carriera, divisa fra i concerti interpretati al fianco dei Filarmonici di Berlino, diretti da Artur Nikisch, e la musica cameristica, in duo con il contralto Therese Behr (in seguito divenuta sua moglie) e con il violinista Carl Flesh.

Dopo la I guerra mondiale cambiò interessi, dedicandosi soprattutto alla composizione, per cui la maggior parte della sua produzione, prevalentemente atonale, che comprende tre sinfonie, cinque quartetti per archi, un concerto per pianoforte e molta musica da camera, risale agli anni 1919-24.

Nello stesso periodo si dedicò anche a recital solistici, con un tour attraverso Usa, Russia ed Inghilterra, mentre dal 1925 insegnò all’Accademia di Stato di Berlino

Pur se considerava l’attività concertistica al terzo posto, dopo la composizione e l’insegnamento, la sua carriera come solista fu sicuramente prestigiosa ed il suo merito più grande è stato quello di recuperare le Sonate di Beethoven che, all’epoca, non erano né note, né apprezzate.

Nel 1927, per il centenario della morte di Beethoven, eseguì infatti l’integrale delle sonate per pianoforte in sei concerti e, successivamente, fu il primo ad inciderle fra il 1932 ed il 1935, con l’HMV (His Master’s Voice), anche se non nutrì mai molta fiducia nei confronti delle registrazioni.

Nel 1933 dovette lasciare Berlino e si spostò prima in Inghilterra e poi negli USA, dove divenne docente dell’Università del Michigan e, in seguito, acquisì anche la cittadinanza americana.

Incise anche in America ma, non amando le pressione del locale star-system, tornò in Europa alla fine della seconda guerra mondiale, riprendendo l’attività concertistica, che lo portò in tutto il mondo, fino a qualche giorno prima di morire, nel 1951, a Axenstein in Svizzera.

Schnabel ha curato un’edizione critica delle Sonate di Beethoven e delle Variazioni di Diabelli e scritto tre libri: Reflections on Music (1933), Music and the Line of Most Resistance (1942) e l’autobiografico My Life and Music, uscito postumo nel 1961, nel quale si legge, fra le altre, la seguente affermazione:

“Quando qualcuno mi chiede: - Cosa ne pensa del nostro pubblico? - io rispondo che conosco solo due tipi di pubblico, quello che non tossisce e quello che tossisce”

L’umorismo sicuramente non gli mancava e, per chiudere, ricordiamo un passo di una lettera che Schnabel inviò alla moglie dopo un concerto tenuto in Spagna, durante il quale aveva eseguito le Variazioni su un tema di Diabelli

“…Sono l’unico che si è divertito ed ha anche guadagnato, mentre il pubblico ha pagato per soffrire”

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