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Camargo Guarnieri: Concerti per pianoforte nn. 4, 5 e 6

La Naxos completa l’integrale dei concerti per pianoforte ed orchestra dell’autore brasiliano

Copertina cd Camargo GuarnieriMozart Camargo Guarnieri (1907-1993) è sicuramente il compositore brasiliano più significativo della seconda metà del Novecento ed il principale erede del connazionale Villa-Lobos.

Nonostante ciò, solo negli ultimi anni si sta formando, in Europa, un certo interesse attorno alla sua produzione, grazie a interessanti incisioni dedicate ai concerti per pianoforte, alle sinfonie ed alla musica da camera, genere quest’ultimo portato alla ribalta dall’interessamento della figlia Tânia, apprezzata violinista residente da diverso tempo in Italia.

La Naxos, che nel 2006 aveva distribuito un cd comprendente i primi tre Concerti per pianoforte e orchestra del musicista, eseguiti dall’Orchestra Filarmonica di Varsavia, diretta da Thomas Conlin, con il brasiliano Max Barros come solista, ha recentemente completato l’integrale, con un disco che raccoglie i Concerti n. 4, n. 5 e n. 6, affidati al medesimo organico.

L’interesse maggiore legato a questi brani, composti rispettivamente nel 1968, nel 1970 e nel 1987, risulta dall’uso, in particolare nei primi due concerti, di tecniche, quali il serialismo e l’atonalità, che Guarnieri, in un suo scritto del 1950, aveva considerato una seria minaccia per la salvaguardia della tradizione brasiliana.

Non sappiamo se cambiò veramente idea o volle fornire un personale contributo, per indicare ai giovani compositori la strada migliore per utilizzare le istanze moderne senza perdere di vista i ritmi popolari.

Va però sottolineato come, se confrontiamo i brani di autori europei, che si sono dedicati anima e corpo a serialismo e atonalità, con queste creazioni di Guarnieri, balzino all’occhio notevoli differenze.

E, quanto i primi possono risultano suggestivi, intensi, ma spesso ai limiti della sopportabilità, tanto le seconde, grazie ad innesti folcloristici, si caratterizzano per l’estrema vivacità.

Così, sia nel Concerto n. 4, dove la mancanza di violini è sopperita da un rafforzamento dei fiati, sia nel Concerto n. 5, sicuramente il più difficile da metabolizzare nell’ambito dell’integrale, l’autore si orienta verso sonorità stravinskiane e bartokiane, mostrando in aggiunta di preferire, in entrambi i casi, i ritmi molto percussivi e quasi selvaggi dell’argentino Ginastera a quelli più moderati di Villa-Lobos.

Diverso il discorso relativo al Concerto n. 6, ultimo della serie, brano per pianoforte ed orchestra d’archi, composto da un Guarnieri ottantenne e qui in prima assoluta.

Al proposito, si è parlato di un ritorno alle esperienze giovanili, quasi un pentimento per aver aderito alla musica moderna, ma se ascoltiamo bene il breve pezzo (poco più di dodici minuti), possiamo considerarlo come una sorta di compendio conclusivo, in un clima molto intimo, di tutta la sua attività.

Venendo agli interpreti, l’Orchestra Filarmonica di Varsavia, diretta da Thomas Conlin, si conferma formazione robusta ed affiatata, esaltando la ricchezza di colori e sonorità che caratterizzano la produzione di Guarnieri.

Molto bravo anche il solista, Max Barros, che mostra un’ottima intesa con la compagine orchestrale, eseguendo nel migliore dei modi le pagine del suo connazionale.

In conclusione un cd che completa l’integrale dei concerti per pianoforte di Guarnieri, rappresentando un ottimo punto di riferimento per accostarsi alla musica di questo prestigioso autore sudamericano del Novecento.