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Carlo Giorgio Garofalo: Concerto per violino, Sinfonia Romantica

La Naxos propone due interessantissimi brani di un compositore italiano del Novecento

Copertina cd GarofaloLa storia della musica è piena di buoni compositori che, per una serie di motivi, non sono riusciti ad affermarsi, o hanno avuto un discreto successo in vita, per poi finire nel dimenticatoio.

Se la cosa è maggiormente plausibile per autori vissuti nei secoli passati, che avevano meno opportunità di diffondere le proprie opere, lo è un po’ meno nel caso di musicisti del Novecento.

Per tale motivo è sicuramente meritevole di grande considerazione la recente iniziativa della Naxos che, attingendo dal catalogo Marco Polo, propone nuovamente all’attenzione del pubblico un musicista italiano, Carlo Giorgio Garofalo, nato a Roma nel 1886 ed ignorato da tutti i dizionari e le enciclopedie di argomento musicale.

Dalla sua biografia apprendiamo che Garofalo fu allievo di Falchi, De Sanctis, Renzi e Saija, orientandosi maggiormente verso l’organo e la composizione.

Fu proprio Saija a volerlo come organista nella principale sinagoga di Roma quando aveva appena 22 anni.

Dopo il diploma di conservatorio, si spostò a Boston, dove risiedette due anni, ricoprendo con grande successo il posto di Maestro di Cappella della locale chiesa dell’Immacolata Concezione.

La notorietà non gli mancava, ma la patria sì, per cui la nostalgia prese il sopravvento e tornò a Roma, nonostante il suo carattere mal si adattava agli infidi ed invidiosi ambienti della capitale.

Non ci dobbiamo meravigliare, quindi, se in questo periodo fu oggetto di una vera e propria congiura, volta ad emarginarlo, della quale sembra facesse parte anche Respighi, che lo considerava un pericoloso concorrente.

Certo, sono illazioni che non hanno il conforto delle prove, ma danno comunque un’idea della fama raggiunta da Garofalo, confermata dal fatto che sia Nikisch (all’epoca direttore della Filarmonica di Berlino), sia Toscanini, fossero fortemente interessati alle sue composizioni, pur se non ebbero mai la possibilità di poterle eseguire, in quanto il primo morì nel 1922, mentre il secondo andò in volontario esilio negli USA nel 1931.

Non avendo partecipato attivamente al “ventennio”, nel dopoguerra Garofalo fu chiamato per risollevare le sorti dell’Accademia di Santa Cecilia riuscendo, sempre fra mille difficoltà, ad ottenere una certa visibilità come docente (fra i suoi alunni spicca il nome di Ennio Morricone), e dimostrando un attaccamento quasi commovente alla città di Roma, dove morì nel 1962.

Continuando a scorrere la biografia, inoltre, è possibile appurare la frequentazione con compositori famosi quali Mascagni, Perosi (con il quale collaborò giovanissimo, stringendo poi una amicizia duratura), e l’apprezzamento da parte di personalità illustri dell’ambito musicale, un nome su tutti quello del musicista, direttore, studioso e critico Giovanni Tebaldini.

Infine vanno annoverati gli studi effettuati da Garofalo sulla figura e l’opera di Frescobaldi.

Per quanto riguarda la sua produzione, oltre ai due brani presenti nel cd, dei quali parleremo fra un momento, troviamo numerose messe, eseguite quando era in vita, nei Duomi di Roma, Milano, Bergamo e Monza, che gli diedero una buona notorietà, molti brani non religiosi tuttora inediti e l’opera, anch’essa inedita, “Il Giocoliere”, che già nel 1931 era stata posta con esiti positivi all’attenzione di Beniamino Gigli.

E veniamo al cd della Naxos, che comprende due composizioni molto significative, il Concerto per violino ed orchestra e la Sinfonia Romantica.

Per quanto riguarda il primo, scritto nel 1927 ed ispirato da un recital dell’allora undicenne Yehudi Menuin, fu eseguito una sola volta in pubblico, nel 1948, da Remy Principe sotto la direzione di Giuseppe Morelli.

Si tratta di un tipico esempio di concerto romantico e, in quanto tale, vi ritroviamo echi di Mendelssohn, Brahms, Ciaikovskij e Bruch, ma essi sono immersi in una partitura solida, che esalta l’abilità esecutiva del solista, senza mai sconfinare nel virtuosismo fine a se stesso.

Discorso a parte merita la Sinfonia Romantica, che conobbe il suo esordio a Saint Louis nel 1915, eseguita dalla locale Orchestra Sinfonica sotto la direzione di Max Zach, mentre qualche mese prima, al Teatro dell’Augusteo, il pubblico di Roma aveva potuto ascoltarne i movimenti centrali (Scherzo e Andante).

Nel 1942, invece, il maestro Zecchi diresse a Vienna solamente l’andante e poi il lavoro conobbe l’oblio più totale, fino al 1997, quando in un archivio americano, la partitura venne riscoperta dal compositore e direttore d’orchestra americano Joel Spiegelman, che due anni dopo propose il brano con grande successo alla Sala Bolshoi del Conservatorio di Mosca.

Dal punto di vista musicale la Sinfonia Romantica presenta una strumentazione monumentale, che si avvale anche di un organo.

Nonostante ciò, non vi è concorrenza fra le varie sezioni, in quanto tutte riescono a far sentire la loro voce senza sopraffare le altre.

Gli autori ai quali Garofalo fa riferimento, sempre rielaborandoli sotto una luce personale, sono molteplici e talora legati anche al tipo di strumento.

Così l’utilizzazione dell’organo ricorda a tratti il Saint-Saëns della Sinfonia n. 3 (ma non è l’unico fattore di contiguità con questo lavoro) e vi sono, inoltre, tracce di altri musicisti meno noti, che hanno dato lustro alla letteratura organistica come Fetis e Guilmant.

Le parti affidate ai fiati hanno sicuramente qualcosa di bruckneriano, come gli archi disegnano spesso melodie brahmsiane, ma cercare a tutti i costi altre affinità finirebbe per sminuire la capacità di Garofalo, la cui sinfonia presenta una ricchezza di spunti capace di sorprendere continuamente l’ascoltatore.

Relativamente agli interpreti, la Nuova Orchestra Sinfonica di Mosca si dimostra un ottimo organico sia nell’esecuzione del concerto, dove evidenzia una perfetta sintonia con il bravissimo solista Sergei Stadler, che nella Sinfonia Romantica.

Ciò va ascritto anche al direttore Joel Spiegelman, che, dopo aver riportato alla luce e proposto in pubblico la Sinfonia, ha voluto anche inciderla, per aumentarne la visibilità.

In conclusione un cd da consigliare vivamente a tutti gli appassionati di musica classica, in particolare quelli che si sono lasciati sfuggire il cd nella sua precedente uscita, sperando che questa registrazione possa rinnovare l’interesse nei confronti di un autore come Carlo Giorgio Garofalo.