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Giovani sinergie femminili nel nome di Janáček

Con "Čekám Tě" il gruppo Hudbaby e il Kapralova Quartet collegano passato e presente della musica ceca

Copertina cd Cekam TeLeoš Janáček (1854-1928) è sicuramente una delle figure più prestigiose della musica ceca di tutti i tempi, sia come autore, sia come attento studioso del folklore locale.

Eppure la sua produzione non è ancora abbastanza nota, a parte l’incipit della Sinfonietta, arrangiato da Emerson, Lake & Palmer, che lo proposero nel brano Knife-Edge, contenuto nell’album d’esordio del gruppo, risalente al 1970.

La Sinfonietta appartiene all’ultimo periodo della vita del compositore, compreso fra il 1917 ed il 1928, durante il quale l’autore allacciò una relazione con la giovanissima Kamila Stösslová, incontrata nella città termale di Luhačovice.

Nonostante la notevole differenza di età (circa 37 anni), il fatto che entrambi fossero sposati, e una certa freddezza della Stösslová, il sodalizio ebbe una influenza molto positiva sull’ ispirazione di Janáček, che scrisse in quegli anni gran parte delle sue composizioni migliori.

Fra i lavori direttamente collegati alla storia d’amore sono da annoverare alcune miniature, create per pianoforte (o altro strumento a tastiera), probabilmente le ultime composizioni in assoluto, raccolte nel cosiddetto Album per Kamila Stösslová (1928).

Ad esso appartiene anche Čekám Tě (Ti sto aspettando), che ha fornito lo spunto per un cd recentemente inciso da Radioservis, la casa discografica della Radio Nazionale Ceca, con il supporto del Ministero della Cultura della Repubblica Ceca e della Kapralova Society.

A questo va aggiunto il contributo, non solo economico, di Hudbaby, il cui nome scaturisce dall’incontro fra i sostantivi hudba (musica) e baba (strega), che in inglese è diventato Musicrones (mentre non esiste un efficace equivalente in italiano), gruppo formatosi nel 1997, costituito da giovani compositrici che hanno studiato alla Janáčkova akademie múzických umění (JAMU) di Brno,

In effetti i cinque brani racchiusi nel disco, legati al breve pezzo pianistico incompiuto e quindi aventi come tema quello dell’attesa, sono stati scritti appositamente da altrettanti membri di Hudbaby nel 2008, per cui siamo di fronte ad un vero e proprio progetto, volto a far conoscere la musica ceca al femminile.

L’incisione si apre con Čekám Tě per quartetto d’archi di Markéta Dvořáková, nata a Opava nel 1977 e Čekám Tě! per mezzosoprano, xilofono e quartetto d’archi di Kateřina Růžičková, nata a Brno nel 1973.

I due pezzi differiscono non solo per l’aggiunta del punto esclamativo nel titolo e per l’organico più corposo, a carico del secondo brano, ma anche per una maggiore modernità riscontrabile in quello iniziale.

Entrambi sono comunque ricchi di forti tensioni e suggestioni, nel primo caso affidate agli archi, nel secondo equamente distribuite fra la parte vocale e quella strumentale.

E’ poi la volta di Mezi čekáním (In mezzo all’attesa) per quartetto d’archi e effetti elettronici di Petra Glavasová, nata a Ostrava nel 1976.

L’autrice si è ispirata non tanto al pezzo specifico, ma al complesso dello stile evidenziato da Janáček nella maturità, per cui possiamo apprezzare un connubio molto significativo fra antico e moderno, dove trovano posto anche riferimenti legati alla musica popolare.

Con ”…a já vím, že přijdeš…“ (…e io so che verrai…”) per vibrafono e quartetto d’archi di Jana Bařinková, nata a Vyškov nel 1981, ritorniamo ad una composizione estremamente moderna, che si avvale di tecniche minimaliste, per creare un’atmosfera oscillante fra le certezze e i dubbi strettamente connessi all’attesa.

La chiusura è affidata a Nejpěknější anděl (Il più bello fra gli Angeli) per mezzosoprano, xilofono e quartetto d’archi di Lenka Kiliç, nata a Brno nel 1971.

Divisa in sei brevissime parti, la complessa composizione è dedicata a Zdenka Schulzová, bistrattata moglie di Janáček (che apre e chiude la galleria di personaggi, uno per ogni movimento), ed all’universo femminile che la circondava.

Le altre figure sono, nell’ordine, Olga, figlia morta ad appena 21 anni, Gabriela Horvátová, interprete del ruolo di Kostelnička nell’esordio praghese dell’opera Jenůfa, con la quale l’autore ebbe una relazione che spinse la moglie a tentare il suicidio, Anna, madre di Zdenka e, naturalmente, Kamila.

Uno sguardo ora agli interpreti, cominciando dal Kapralova Quartet, che prende il nome dalla prestigiosa compositrice ceca del Novecento, formato da Veronica Panochová (primo violino), Simona Hurníková (secondo violino), Karolína Strašilová (viola) e Simona Hečová (violoncello).

L’esecuzione dell’ensemble è di elevatissimo spessore, potendo contare su ottime individualità e perfetto affiatamento, il che porta a valorizzare al massimo tutti i brani.

Molto bravi anche il mezzosoprano Lucie Slepánková ed il percussionista Martin Opršál (unico rappresentante maschile), che contribuiscono alla riuscita di un cd estremamente significativo,

In conclusione, un grosso plauso va a compositrici e interpreti, che hanno creduto in questo progetto, vero ponte fra passato e presente, con sicuri risvolti nell’immediato futuro, insieme a tutte le istituzioni, fra le quali vogliamo ricordare nuovamente la Kapralova Society, fondata e diretta da Karla Hartl, da anni impegnata nella divulgazione della musica al femminile.