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Un cd autoprodotto segna l’ottimo esordio discografico della pianista e compositrice napoletana Mariella Pandolfi

Copertina cd MRJPianista e compositrice napoletana, Mariella Pandolfi ha alle spalle studi sia classici, intrapresi ai conservatori di Salerno e Napoli, sia jazzistici, legati ai numerosi corsi e masterclass finora frequentati.

La sua predilezione per la musica jazz l’ha portata a formare l’Empty Jazz Trio, con il quale interpreta i brani più noti del repertorio legato a questo genere, ma non disdegna la proposizione di sue creazioni.

Proprio su queste ultime, la Pandolfi ha concentrato i suoi sforzi, incidendo recentemente “MRJ”, un disco autoprodotto, dove propone otto pezzi originali, affidati alla classica formazione del trio jazz, costituita da pianoforte, contrabbasso e batteria.

Si tratta di un disco autobiografico, a partire dal titolo, che in egiziano identifica il nome Maria, tramite il quale l’artista vuole farci entrare nel suo universo, formato prevalentemente da personaggi femminili, diversi fra loro, così come i pezzi che li contraddistinguono, pur se uniti nel complesso da un filo sottile.

Mettendo da parte per un attimo i sentimenti personali, certamente alla base dell’intero progetto, quello che colpisce immediatamente, ascoltando i vari brani, è una musicalità piena, fortemente colloquiale e rifuggente, in particolare, da sperimentalismi e virtuosismi, che talora finiscono per snaturare l’anima del jazz.

In una parola è una musica che riesce a trasmettere le stesse emozioni dalle quali è inizialmente scaturita, con un linguaggio alla portata di tutti, ma non per questo banale, e che rivela una solida struttura compositiva, frutto delle molteplici e vaste esperienze fin qui acquisite dalla Pandolfi.

A ciò va aggiunta la splendida prova dei tre musicisti che eseguono i brani, la stessa Pandolfi al pianoforte, Massimo Mercogliano (contrabbasso e basso) ed Enrico Del Gaudio (batteria), dotati tutti di un tocco molto raffinato e di un ottimo affiatamento.

Un cenno merita anche David Boato (tromba e flicorno), nel ruolo di special guest che, per la dimestichezza dimostrata con i componenti del trio, non sembra affatto un ospite, e inoltre riesce ad entrare in sintonia, subito e meravigliosamente, con le atmosfere del cd.

Concludendo, auguriamo al disco il successo che merita, e speriamo possa servire anche a porre la Pandolfi all’attenzione di qualche importante casa discografica.