Ultimo imperdibile concerto, tra quelli proposti da “Progetto Sonora” nell’ambito della rassegna “Un’Estate al Madre 2010”.
Venerdì 3 settembre, ore 21.30, Joe Barbieri salirà sul palco del museo Madre (via L. Settembrini n. 79, Napoli) nel concerto dal titolo “Maison Maravilha”, accompagnato da una formazione formata da Antonio Fresa (pianoforte), Stefano Jorio (violoncello), Giacomo Pedicini (contrabbasso), Sergio Di Natale (batteria), Marco Sannini (ospite; tromba e flicorno).
Costo del biglietto: 10,00 Euro
Info e prenotazioni
Museo Madre
Tel.: 081/19313016
Ufficio Stampa “Progetto Sonora”
Victoriano Papa
cell.:333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
————————————————————————————————
Cosa accadrebbe se le suggestioni del cinema italiano di Mastroianni, Fellini o De Sica incontrassero la world music?
Joe Barbieri ce lo racconta in “Maison Maravilha” (prodotto da Microcosmo Dischi e distribuito in Italia da IRD).
Chitarrista quasi mai perfetto, cantante dalle nuance e dai toni intimisti, autore delizioso e minimalista che frequenta un linguaggio sonoro asciutto ed evanescente, che sembra affrontare l’inspiegabilità del turbamento e la complessità interiore con leggerezza soave e semplice immediatezza, Barbieri, dopo l’amatissimo “In Parole Povere” (disco dell’anno in Germania e oltre 15.000 copie vendute in 8 Paesi del mondo, tra cui USA, Giappone e Canada), riprende il viaggio.
E lo fa ripartendo da casa, una “Maison Maravilha”, dove ritrovare la sorpresa di una canzone d’autore che finalmente sembra aver individuato un interprete ispirato.
È uscito a metà gennaio, infatti, “Maison Maravilha”, il nuovo lavoro di Joe Barbieri, i cui brani saranno presentati anche nella perfomance di venerdì prossimo al Museo Madre.
Nel disco 11 canzoni cinte di poesia e di un’intera orchestra d’archi con il contrappunto sottile di una voce mai così affascinante e in forma.
E anche di un’amica magica e d’eccezione: Omara Portuondo, a condividere un fado struggente che promette di diventare un classico.
Realizzato a partire da suoni e soluzioni armoniche che sembrano emanare direttamente dal cinema italiano degli anni ’50 e ’60 e dalla malia di Maestri come Nino Rota, Armando Trovajoli ed Ennio Morricone, Barbieri gioca in questo disco a mischiare le carte, forgiando un incredibile pastiche di suoni, un bouquet delizioso che tocca i lembi di culture lontanissime.
Ed ecco il Fado, la Chanson Française, il Tango, il Jazz e la Bossa Nova far capolino tra un pezzo e l’altro, pronti a vestirsi, con diligenza e rispetto, di una italianità fine ed elegante.
“Maison Maravilha”, prodotto utilizzando solo strumenti acustici e una lussuosa sezione di archi scritti e diretti da Antonio Fresa, si muove funambolico sul filo di una lievità che ha dell’inverosimile.
“È il disco che avrei sempre voluto realizzare, sin da quando ho iniziato a fare questo mestiere.»
– spiega Joe.
«Con questo organico dal sapore antico che non ammette compromessi, bisogna essere indulgenti e pretenziosi al tempo stesso. Avrei voluto mi accompagnassero due giganti: Henri Salvador e Omara Portuondo. Con Henri non ho avuto il tempo di mettere su nastro un duetto; avrei voluto, ma la vita ha fatto il suo corso e ce l’ha portato via, a lui dedico una delle sue canzoni più belle “La muraille de Chine”, in sua memoria e celebrazione. Ma Omara mi ha reso felice con un’interpretazione che mi ha commosso profondamente.”
I testi di Barbieri hanno la leggerezza incosciente di un equilibrista. Pino Daniele, nel produrre i primi due album, lo ha definito il suo “erede naturale”.
Ha una penna felice, uno stile minimale ed evocativo. Attualmente la sua musica, pura, essenziale, senza orpelli, si muove con disinvoltura tra un pop soft e raffinatissimo, chiare venature jazz e ritmi d’ascendenza bossa e di world music.
Una tale sinergia di suoni e melodie raccoglie grandi successi non solo in tutta Italia, ma anche all’estero.
Nell’esibizione prevista per venerdì prossimo sul palco del Museo Madre Barbieri, riproponendo vecchi successi e canzoni dal nuovo album, non tradirà di certo le aspettative del suo pubblico.
Joe Barbieri
Come il baricchiano pittore di ‘Oceano Mare’ Plasson dipingeva il mare con l’acqua di mare ottenendo tenui e impalpabili tele, quadri poco più che completamente bianchi, allo stesso modo Joe Barbieri si potrebbe dire canti l’aria con l’aria, l’assenza con l’assenza, lo spazio vuoto con lo spazio vuoto.
Chitarrista quasi mai perfetto; cantante che pare spiegare a te, e a te soltanto in un orecchio l’inspiegabilità del turbamento; autore delizioso, minuzioso, che parla di cose ancora più asciutte ed evanescenti. Tutto questo è Joe Barbieri.
Dopo aver collaborato con Pino Daniele e aver scritto per alcuni colleghi (tra cui Giorgia e Patrizia Laquidara), Barbieri si presenta a fine 2004 – per la sua stessa etichetta, la Microcosmo Dischi – con un’opera prima che ha incantato la critica e conquistato l’apprezzamento del pubblico di tutti i paesi nei quali è stato progressivamente pubblicato (Stati Uniti, Canada, Giappone, Austria, Svizzera, Cina, Germania – nel quale è stato eletto, tra l’altro, disco dell’anno – e, ovviamente, l’Italia).
L’album, dal titolo “In Parole Povere”, annovera il contributo di venti straordinari musicisti, e un prezioso duetto con Mario Venuti (nel brano ‘Pura Ambra’).
In veste di produttore si dedica successivamente ai Kantango realizzandone il primo disco (un secondo è attualmente in lavorazione) e collaborando con alcune stelle del jazz e della world, tra cui Lura, Richard Galliano e Susana Baca.
Il 16 gennaio Joe Barbieri ritorna con un nuovo album da titolo “Maison Maravilha”; 11 nuove canzoni, cinte da un sontuosa orchestra d’archi, e la partecipazione speciale della cubana Omara Portuondo in un fado dal titolo “Malegría”, che promette di diventare un classico.
“Maison Maravilha” sarà pubblicato in 12 paesi del mondo nell’arco della prossima primavera.

Marco del Vaglio








