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Schmidt: Sinfonia n. 2, Fuga Solemnis

Dalla Naxos un cd rivolto ad un compositore austriaco caduto nel dimenticatoio

Copertina cd SchmidtNato a Bratislava nel 1874 e morto nel 1939 a Perchtoldsdorf, vicino Vienna, Franz Schmidt è considerato un esponente della musica tardo-romantica.

Violoncellista famoso (Mahler lo chiamò nella sua orchestra) e apprezzato docente, come compositore Schmidt conobbe una notorietà crescente, ma circoscritta all’ambito austriaco, ad eccezione di alcuni brani “per la mano sinistra”, dedicati a Paul Wittgenstein, pianista che, avendo perso il braccio destro durante la Grande Guerra, rischiava di dover abbandonare la sua brillante carriera concertistica.

Questo nobile gesto, nei confronti di un solista di origini ebree, non è stato sufficiente a diradare i dubbi relativi alle presunte simpatie di Schmidt nei confronti del nazismo, basate sul fatto che, nel 1938, all’indomani dell’Anschluss (l’annessione dell’Austria da parte della Germania), gli fu affidato dal regime il compito di comporre una cantata celebrativa dal titolo Deutsche Auferstehung (Resurrezione germanica).

L’autore, la cui salute era già abbastanza malferma, morì l’anno dopo, lasciando il lavoro incompiuto, ma la commissione ricevuta venne considerata, a posteriori, un motivo sufficiente per bollarlo come collaborazionista, contribuendo ulteriormente all’oblio della sua produzione.

Solo in tempi recentissimi si è ricominciato a parlare del musicista austriaco, e la Naxos risulta una delle case discografiche maggiormente impegnate nel compito di restituire al grande pubblico il suo repertorio, avendo proposto le quattro sinfonie di Schmidt in altrettanti cd.

Fra questi abbiamo scelto il disco che comprende la Sinfonia n. 2 in mi bemolle maggiore e la Fuga Solemnis per organo, sedici strumenti a fiato e percussioni, in quanto rappresentativi di due generi, il sinfonico e l’organistico, ai quali l’autore fornì un apporto significativo.

Per quanto riguarda la prima, composta fra il 1911 ed il 1913, prevede l’utilizzazione di un organico molto numeroso e impone notevoli difficoltà, soprattutto agli archi.

Costituita da soli tre movimenti, con quello centrale consistente in un tema e dieci variazioni, evidenzia l’abilità compositiva di Schmidt e, dal punto di vista stilistico, presenta affinità con la musica di Mahler, Bruckner (che fu suo insegnante) e Richard Strauss.

La Fuga Solemnis appartiene, invece, all’ultimo periodo della produzione del musicista.

Creata nel 1937 per l’inaugurazione del nuovo organo della stazione di Radio Vienna, venne in seguito inserita come Interludio della cantata celebrativa Deutsche Auferstehung.

Anche da questo brano emerge la solidità dello stile di Schmidt, che affida più della metà del pezzo al solo organo, per poi far intervenire progressivamente fiati e percussioni, in un crescendo di grande intensità e suggestione.

Uno sguardo ora agli interpreti, per sottolineare la bravura dell’Orchestra Sinfonica di Malmö, ben diretta da Vassily Sinaisky, che si confronta senza alcun timore con un brano estremamente impegnativo come la Sinfonia n. 2, dando vita ad un’esecuzione di altissimo livello.

Molto buona risulta anche la prova dell’organista Anders Johnsson che, nella Fuga Solemnis, contribuisce alla ottima riuscita di un disco, dal quale emerge la figura di un compositore meritevole di essere ulteriormente approfondito.