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Antonio Pompa-Baldi interpreta Rachmaninov

In un cd della Centaur Records il pianista foggiano trapiantato a Cleveland fornisce un saggio della sua bravura

Copertina cd Pompa-BaldiNato a Foggia nel 1974, Antonio Pompa-Baldi si è diplomato in pianoforte al conservatorio della città pugliese nel 1993.

Successivamente si è perfezionato a Napoli con la professoressa Annamaria Pennella ed ha studiato anche con Aldo Ciccolini.

In seguito ha partecipato ad alcune delle più prestigiose competizioni, vincendo numerosi premi.

In particolare è giunto terzo al “Concours Long-Thibaud” di Parigi nel 1998, l’anno dopo si è aggiudicato l’International Piano Competition di Cleveland (Ohio), mentre nel 2001 è arrivato secondo al “Van Cliburn” di Forth Worth (Texas).

La vittoria di Cleveland può essere considerata un punto di svolta nella sua carriera, ancora oggi in pieno svolgimento poiché, da quel momento, ha avuto l’opportunità di suonare nelle sale da concerto di tutto il mondo.

Non è un caso, quindi, se ha deciso di fissare la sua residenza nella città statunitense, dove ha saputo farsi apprezzare anche come docente, raggiungendo la posizione di “Distinguished Professor of Piano” al Cleveland Institute of Music.

Pompa-Baldi ha all’attivo anche una vasta discografia, rivolta a musiche di Brahms, Rheinberger e all’integrale dei brani per pianoforte di Grieg.
Di recente il pianista si è confrontato con la produzione di Rachmaninov, incidendo con la Centaur Records un cd che comprende alcuni brani dell’autore russo.

In apertura troviamo la Sonata n. 2, op. 36 in si bemolle minore, dove si possono riscontrare alcune delle peculiarità legate a molti brani del musicista, come gli arpeggi che ricordano da vicino il suono delle campane e la presenza del motivo, più o meno esplicitato, del “Dies Irae”, oltre a passaggi molto vicini a Ravel.

La composizione, risalente al 1913, fu rivista ed accorciata di quasi cinque minuti da Rachmaninov nel 1931, ed è a quest’ultima versione che fa riferimento anche Pompa-Baldi.

L’intento del compositore era quello di eliminare ciò che a lui appariva superfluo, confezionando un lavoro di durata pari alla Sonata n. 2 di Chopin.

Se il pezzo ha ancora oggi una fama consolidata, lo si deve principalmente ad Horowitz, che lo fece entrare nel suo repertorio, eseguendolo in una versione “alternativa”, da lui stesso concepita, oscillante fra la prima e la seconda, con il beneplacito di Rachmaninov.

Sempre nel 1931, durante il suo esilio svizzero, Rachmaninov compose le Variazioni su un tema di Corelli, op. 42, dedicandole al grande violinista Fritz Kreisler.

Il motivo è tratto dal dodicesimo ed ultimo brano delle Sonate per violino e basso continuo, op. 5 del compositore italiano, ma in realtà ha origini molto più antiche, in quanto legato ad un ballo contadino, “La Folia”, nato in Portogallo nel XV secolo e da lì diffusosi prima in Spagna e poi nel resto d’Europa.

Risulta quindi abbastanza strano che Rachmaninov lo attribuisse a Corelli, visto che nel suo repertorio concertistico era presente la Rapsodia Spagnola di Liszt, anch’essa basata su tale motivo.

Il cd prosegue con il breve Vocalise, posto a chiusura delle Quattordici liriche per voce e pianoforte, op. 34 (1915) che, divenuto celeberrimo per il suo lirismo, ha finito per oscurare il resto della raccolta.

Conclusione con i giovanili Sei duetti per pianoforte a quattro mani, op. 11 (1894), dove l’autore, ancora fresco di studi, appare saldamente ancorato alla tradizione russa.

Per quanto riguarda il lato interpretativo, Antonio Pompa-Baldi evidenzia una padronanza assoluta dei diversi brani, dando vita ad un’esecuzione che fa emergere le minime sfaccettature, grazie ad un suono di grande nitidezza.

Inoltre, il pianista non si limita ad una elevata abilità tecnica fine a se stessa, ma mostra una sensibilità che solo i grandi artisti possiedono, riuscendo a trasferire all’ascoltatore una vasta gamma di emozioni.

Ricordiamo, infine, la pianista Emanuela Friscioni, consorte di Pompa-Baldi, che fornisce il suo significativo apporto nel brano a quattro mani, contribuendo alla riuscita di un ottimo cd.