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Brendel interpreta Mozart

Un cd della Alto ripropone un’incisione dei Concerti per pianoforte n. 17 e n. 27 del genio di Salisburgo risalente agli anni Sessanta

Copertina cd BrendelNato nel 1931 nella Repubblica Ceca, Alfred Brendel può essere considerato uno dei maggiori pianisti del XX secolo.

Personalità artistica eclettica (è infatti anche compositore, pittore e poeta), ha svolto la prima parte della carriera esclusivamente in Austria, suo paese di adozione.

Particolare è anche il modo con il quale si è sviluppata la sua carriera, in quanto ha cominciato a guadagnare una certa notorietà solo intorno alla quarantina, età in cui taluni iniziano la loro parabola discendente.

Tutto è partito negli anni ’70, all’indomani di un memorabile recital alla Queen Elizabeth Hall di Londra, che ha catturato l’attenzione di alcune grandi case discografiche, giunte forse un po’ in ritardo, se si pensa che, nel decennio precedente, Brendel era stato il primo pianista in assoluto a incidere l’opera omnia per pianoforte di Beethoven

Da quel momento, e fino ad un paio di anni fa, quando per motivi di salute è stato costretto a ritirarsi dalle scene, il musicista è rimasto sempre sulla cresta dell’onda, pur se la critica si è divisa fra chi approvava incondizionatamente le sue scelte interpretative, e chi invece lo accusava di essere eccessivamente analitico e pedante.

Lui si è sempre difeso da questi ultimi, affermando che l’esecutore deve rispettare la volontà del compositore, attenendosi a quanto riportato sullo spartito.

Su questo punto fermo, Brendel ha costruito una carriera invidiabile, caratterizzata da concerti indimenticabili e registrazioni di altissimo livello.

Recentemente la casa discografica Alto ha riproposto un’ incisione relativa al periodo 1961-67, dove l’artista, accompagnato dalla Vienna Volksoper Orchestra, diretta da Paul Angerer, interpreta due concerti per pianoforte di Mozart, il n. 17 in sol maggiore K. 453 e il n. 27 in si bemolle maggiore K. 595.

Si tratta di due esempi molto diversi, quasi antitetici, nell’ambito della produzione concertistica del genio di Salisburgo.

Il primo, infatti, risale al 1784 e, nella sua serenità, riflette il momento di grande successo e piena creatività dell’autore, che da tre anni risiedeva a Vienna.

In particolare il K. 453 venne dedicato a Barbara von Ployer, allieva di Mozart, che viveva con il cugino del padre, il funzionario di corte Gottfried Ignaz von Ployer, a sua volta pianista amatoriale.

Il K. 595 è invece molto più intimo e raccolto, iniziato forse nel 1787, ma completato nel gennaio del 1791, quando le fortune dell’autore avevano preso una parabola discendente.

Proposto in prima esecuzione nel marzo dello stesso anno, in occasione di una serata di beneficenza organizzata per raccogliere fondi in favore dell’amico clarinettista Joseph Beer, coincise anche con l’ultimo concerto di Mozart in pubblico.

Ritornando al cd, è indubbio che esso si affidi principalmente all’eccezionale bravura di Brendel, che interpreta i due concerti con il consueto rigore, abbinato ad un tocco delicato e raffinatissimo.

Va inoltre ricordato che l’incisione risale ad un’epoca in cui non era ancora famoso, e raramente lasciava l’Austria, per cui non è un caso che si faccia accompagnare da un’orchestra locale, discreta ma sicuramente di rinomanza inferiore alle compagini che in seguito avrebbero collaborato con lui.

In conclusione un disco che ci riporta agli anni giovanili di Brendel, proponendoci un pianista di grande maturità, al quale mancava solo un colpo di fortuna per poter ottenere la fama che ha poi meritatamente raggiunto.