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Il Bach magistrale di Maurizio Rea e Angelo Trancone

Ai “Vespri d’organo” un significativo confronto generazionale

Ritratto di BachNuovo appuntamento, nella Chiesa dell’Immacolata al Vomero, con la IV edizione di “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli - Vespri d’organo”, rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci, che si avvale della direzione artistica del maestro Mauro Castaldo.

Nell’occasione i protagonisti erano Maurizio Rea, Organista Titolare presso la Basilica Santuario del Carmine Maggiore, e il diciassettenne Angelo Trancone, uno dei suoi alunni più promettenti.

La serata si è aperta con il monumentale Preludio e fuga in mi bemolle maggiore BWV 552 di Bach, dalla terza parte del Clavier-Übung (Esercizi per strumenti a tastiera), noto anche con l’appellativo di “S. Anna”, in quanto il tema della fuga presenta strette assonanze con un inno anglicano in onore della santa, musicato dal britannico William, anche se non si conosce per quali vie il motivo sia giunto in Germania.

Sicuramente meno impegnativo, ma altrettanto interessante, la successiva Fantasia per organo a 4 mani, op. 35 di Adolf Friedrich Hesse, organista tedesco dell’Ottocento molto noto ai suoi tempi, anche come virtuoso dello strumento.

Di nuovo Bach, stavolta affidato ad Angelo Trancone, con la Toccata e fuga in re minore BWV 538, definita “Dorica” per la sua affinità con l’omonimo modo musicale.

Ultimi due pezzi in programma, le versioni a quattro mani della Fantasia in fa minore K.594 e della Fantasia in fa minore K.608, scritte entrambe da Mozart, su richiesta del conte viennese von Stritez, per il Flötenuhr (strumento meccanico che, a orari prestabiliti, rilasciava dei motivi musicali), che il nobile aveva collocato nel mausoleo da lui costruito per celebrare il feldmaresciallo Gideon von Laudon, conquistatore di Belgrado.

Uno sguardo agli interpreti, che hanno evidenziato un ottimo affiatamento nei pezzi a quattro mani, dando inoltre vita ad una straordinaria esecuzione di due tra i capolavori assoluti della letteratura organistica bachiana.

Da questo punto di vista, se la bravura di Maurizio Rea non era per noi una novità, avendo avuto modo di apprezzarlo in altre occasioni, Angelo Trancone ha rappresentato invece una piacevolissima sorpresa e, dalla grinta e dalla sicurezza dimostrata nell’affrontare il pezzo bachiano, è emersa tutta la stoffa del grande talento, da seguire e coltivare con molta attenzione.

Pubblico abbastanza numeroso e partecipe, che ha apprezzato moltissimo il concerto, salutando i due musicisti con un lungo e scrosciante applauso.

La rassegna proseguirà domenica 24 ottobre, nella Basilica Santuario del Carmine Maggiore, con un ricordo del compositore ed organista Franco Michele Napolitano, nel cinquantesimo anniversario della morte, che culminerà con un concerto al quale parteciperanno alcuni degli organisti più prestigiosi attivi oggi a Napoli.