Il secondo appuntamento della XV edizione dei “Concerti di Autunno”, rassegna organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana, sotto la direzione artistica di Luciana Renzetti, ha avuto come protagoniste il soprano Teresa Iodice e la pianista Simonetta Tancredi.
Il duo si è confrontato con il repertorio spagnolo compreso fra Ottocento e Novecento, aprendo il recital con Damunt de tu només les flors e Jo et pressentia com la mar, due pezzi tratti da “Combat del somni”, su musiche di Federico Mompou (1893-1987) e testi del poeta Josep Janés (1913-1959), entrambi catalani.
Sempre di Mompou, figura assolutamente unica nel panorama della musica pianistica del Novecento, dall’indole tranquilla, per cui non a caso la sua è definita “musica callada” (“musica quieta”), abbiamo ancora ascoltato Neu, da Cuatro Melodías e Cançó de la Fira.
E’ stata poi la volta delle Siete canciones populares españolas di Manuel de Falla (1876-1946), scritte nel 1914 attingendo al vasto repertorio iberico tradizionale.
Tre brevi sonate scarlattiane per pianoforte hanno permesso al soprano di tirare un attimo il fiato, prima del gran finale rivolto alla produzione di Fermín Maria Álvarez (1833-1898), nato a Saragozza e morto a Barcellona, al quale appartenevano i brani Los ojos negros, Nana, Plegaria e La partida, quest’ultimo portato al successo dal grande Caruso.
Riguardo all’interpretazione, Teresa Iodice ha evidenziato una bella voce, particolarmente adatta al repertorio proposto, e un affiatamento molto buono con Simonetta Tancredi.
Dal canto suo bisogna dare merito alla Tancredi di essere riuscita nel non facile compito di sostituire in modo ottimale, avendo a disposizione tempi estremamente ristretti, il pianista Giuliano Guidone, costretto a dare forfait, fornendo anche un piccolo saggio di bravura solistica nell’eseguire le tre sonate di Scarlatti.
Pubblico abbastanza numeroso e un po’ troppo impegnato a battere la mani, anche quando non era il caso (in particolare il pezzo di de Falla andava gustato nella sua interezza, invece di essere interrotto con gli applausi ad ogni canzone).
Successo comunque meritatissimo del duo, accomiatatosi con il celeberrimo ed intenso Granada del messicano Agustín Lara, suonato come bis, che ha mandato ulteriormente in visibilio gli spettatori.
Prossimo appuntamento mercoledì 20 ottobre, con il giovanissimo pianista Matteo Oberto, impegnato in un programma che comprende brani di Beethoven, Liszt e Skriabin.

Marco del Vaglio








