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Brioso recital del duo Iaquinta-Serra al Cio'Bì

Ebbrezza e gusto musicale francesi abbinati alla tradizione birraria artigianale di Napoli

Duo Iaquinta-SerraA conclusione della prima parte della manifestazione “Cio’Bì in Floridiana: quando cioccolato e birra diventano arte”, il duo formato dal soprano Ilaria Iaquinta e dal pianista Giacomo Serra si è esibito nell’Auditorium ipogeo, adiacente al Museo Duca di Martina.

Il concerto, dal titolo “L’ebbrezza e il gusto…”, era interamente dedicato alla musica francese, ad eccezione della celeberrima tarantella La Danza di Rossini, con una forte prevalenza di brani tratti dal repertorio di Jacques Offenbach, geniale musicista di origini tedesche, ma di adozione parigina.

Così, in una breve panoramica, trovavano posto Prenez les grappes empourprées (da “La fille du tambour major”), Rondeau “Je prendrai, un deux, trois” (da “Pomme d’api”), Griserie (da “La Périchole”), Rondeau de la Duchesse (da “La grande Duchesse de Gerolstein”), dove una musica briosa si abbinava ad una forte satira nei confronti della società del tempo, grazie a testi confezionati da Henri Meilhac e Ludovic Halévy (gli stessi della Carmen di Bizet), William Busnach, Henri Chivot e Alfred Duru, che al loro esordio trovarono un’interprete d’eccezione quale il mitico soprano Hortense Schneider.

Di Offenbach erano anche L’Hiver, Les Saisons e Barcarolle, basate nell’ordine sulle liriche di Armand Barthet, Jules Barbier e Teophile Gautier, tratte dalla raccolta Les voix mystérieuses (1852), dedicata alla principessa Matilde Bonaparte.

Il programma si completava con due brani per voce e pianoforte di Bizet, Guitare e La coccinelle, entrambi su testi di Victor Hugo e due pezzi per pianoforte, dalla produzione di Satie, Gymnopédie n. 1 e Gnosienne n. 1.

Uno sguardo ora ai due interpreti, il cui sodalizio va avanti da molto tempo con risultati sempre di assoluto rilievo.

Da una parte abbiamo, infatti, Ilaria Iaquinta, con la sua splendida voce, unita ad una notevole presenza scenica, il cui apice è stato raggiunto, nell’occasione, dall’esecuzione di Griserie, quando il soprano si è calato nel ruolo dell’ubriaca, dall’altra vi è il maestro Serra, che al ruolo dell’ottimo accompagnatore abbina quello di solista raffinato, come ha evidenziato anche questa volta, dando vita ad una Gymnopédie di elevatissimo livello.

Prima di chiudere il recital, ancora due bis, naturalmente offenbachiani, il rondeau Or, depuis la rose nouvelle, da “Barbe-Bleue”, e Griserie, che ha permesso alla Iaquinta di riproporre una Périchole piuttosto alticcia.

Alla fine, per rimanere fedeli al tema del concerto, c’è stato anche il tempo di gustare un buon bicchiere, comprensivo di un beneaugurante brindisi, così da scoprire che a Napoli si produce un’ottima birra artigianale, tema da approfondire, insieme alle musiche di Offenbach.