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Convivio Armonico riprende con due anniversari

Al Teatro Sancarluccio aperitivo barocco con l'Ensemble "Le Musiche da Camera" nel segno di Alessandro Scarlatti e Michele Mascitti

Ensemble Le Musiche da CameraSe nel 2010 la programmazione musicale ha avuto un occhio di riguardo per Schumann e Chopin, entrambi nati duecento anni fa, diversi altri autori non hanno goduto del medesimo trattamento.

Per colmare questa lacuna, la rassegna Convivio Armonico, curata dall’Associazione Area Arte, ha voluto celebrare, nel corso dell’anno, gli anniversari di nascita o di morte di alcuni compositori del Seicento e del Settecento.

Anche nel recente appuntamento, che inaugurava la stagione 2010-11, sono state proposte, fra le altre, musiche di Michele Mascitti, nel 250° dalla morte e Alessandro Scarlatti nel 350° dalla nascita.

Ad eseguirle è stato chiamato l’Ensemble “Le Musiche da Camera”, gruppo specializzato nelle esecuzioni del periodo barocco, che ha aperto il concerto con l’Allegro, dalla Sinfonia avanti l’Opera “La Vittoria d’Amor Coniugale”, scritta dal sannita, trapiantato a Napoli, Carmine Giordano (ca 1685-1758), che debuttò al Teatro S. Bartolomeo nel 1712.

A seguire abbiamo ascoltato l’aria di Leonardo Vinci (1696?-1730), “Ca se parla, s’abburla, e se ride” (che potrebbe essere preso a prestito come inno dei nostri giorni), da “Lo Cecato Fauzo”, opera prima del compositore, rappresentata con grande successo al Teatro dei Fiorentini nel 1719.

E’ stata quindi la volta della Sonata in re maggiore, op. 4 n. XIV, brano del primo dei due festeggiati, Michele Mascitti, nativo di Chieti, attivo a Napoli verso la fine del Seicento come “violino soprannumerario” della Reale Cappella, trasferitosi poi a Parigi, dove acquisì la cittadinanza francese.

Ensemble Le Musiche da CameraSi è quindi passati ad un’altra aria di Vinci, “Alma grande nata al soglio”, dall’ “Astianatte”, opera allestita nel 1725 al Teatro S. Bartolomeo, mentre il successivo Concerto per flauto ed archi in sol maggiore, caratterizzato da sonorità molto particolari, apparteneva a Nicola Logroscino (1698-1764), nato a Bitonto, che studiò a Napoli ed ebbe un discreto successo come operista, finendo i suoi giorni a Palermo.

Gran finale con la Cantata a voce sola con archi e basso continuo “Il Gelsomino – Qualor io veggio”, tratta dalla copiosa produzione di Alessandro Scarlatti (l’altro festeggiato della mattinata).

In complesso un repertorio piuttosto inconsueto, considerando sia la presenza di autori abbastanza sconosciuti, sia la varietà dei brani proposti, ben interpretato dall’Ensemble “Le Musiche da Camera”, diretto da Egidio Mastrominico e formato, per la parte vocale, dall’ottimo mezzosoprano Rosa Montano, e per quella strumentale dallo stesso Mastrominico (violino di concerto), Vincenzo Bianco (violino), Fernando Ciaramella (viola), Leonardo Massa (violoncello), Debora Capitanio (clavicembalo), con Renata Cataldi bravissima solista al traversiere nel concerto di Logroscino.

Prossimo appuntamento a dicembre, con il secondo aperitivo barocco, che vedrà ospiti i Solisti dell’Orchestra da Camera di Caserta.