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I primi successi di Franco Nico

Al Teatro Sancarluccio Pina Cipriani ricorda il suo compagno di vita e di scena riproponendo il repertorio napoletano degli anni '60

Foto Pina CiprianiSono trascorsi due anni dal tragico incidente nel quale ha perso la vita Franco Nico, e la triste ricorrenza è stata celebrata al Teatro Sancarluccio (la sua seconda casa), nell’ambito del ciclo “La grande tradizione”, con uno spettacolo dal titolo “E io scrivevo canzoni…”, dedicato alle canzoni napoletane, scritte dal grande chansonnier fra il 1958 ed il 1968.

Un periodo pieno di attività e di successi, che portarono l’artista ad una notorietà crescente, non solo in ambito napoletano, ma nazionale.

A ripercorrere quegli anni, la cantante ed attrice Pina Cipriani, sua compagna di vita e di palcoscenico, accompagnata da un gruppo formato da Egidio Mastrominico (violino), Marco Gesualdi (chitarra), Giosi Cincotti (pianoforte e fisarmonica), Giacomo Pedicini (basso) e Francesco Manna (percussioni).

In prevalenza abbiano ascoltato canzoni d’amore e motivi pieni di nostalgia, come Addurmenneme, Piscatore sott’a luna, Sona Sona Sona, che si avvalsero rispettivamente di interpreti prestigiosi quali Tullio Pane, Claudio Villa e Domenico Modugno, ma non sono mancati testi lievi ed ironici, legati ai fatti di attualità, riscontrabili in E penzamme a salute e O’ trapianto, quest’ultimo portato al successo da Aurelio Fierro.
Visibilmente emozionata, ma estremamente decisa a offrire la sua testimonianza, Pina Cipriani si è dimostrata ancora una volta un’interprete intensa e passionale, catalizzando l’attenzione degli spettatori, ben supportata da tutti gli strumentisti, fra i quali vi era anche il trio che ha arrangiato le diverse canzoni, costituito da Giosi Cincotti, Marco Gesualdi, e Giacomo Pedicini.

Pubblico numeroso e molto partecipe, che ha chiesto personalmente i bis, e chiusura con L’enemì e Io vulesse truva’ pace, due poesie di Eduardo de Filippo musicate da Franco Nico, appartenenti al progetto “Pina Cipriani canta Eduardo”.

In conclusione uno spettacolo di grande livello, che conferma, se ci fosse ancora qualche dubbio residuo, l’elevato valore artistico della produzione di Franco Nico, che rappresenta un patrimonio da salvaguardare e riproporre alle nuove e vecchie generazioni perché non se ne perda la memoria.