Questo sito contribuisce alla audience di

Uno Schumann molto corposo

Il Quartetto Artelli ha interpretato il Trio con pianoforte op. 63 ed il Quartetto con pianoforte op. 47, nell’ambito delle celebrazioni dell’Associazione Scarlatti per il bicentenario del compositore

Ritratto di Schumann 2Secondo appuntamento, al Teatro Sannazaro, con “Schumannesque”, la rassegna organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti in occasione del bicentenario della nascita del musicista tedesco.

Protagonista della serata il Quartetto Artelli, formato dal violinista Fulvio Artiano, dal violoncellista Nicola Dario Orabona, dal pianista Pierfrancesco Borrelli (che formano anche il Trio Artelli) e dal violista Paolo Di Lorenzo, confrontatisi con due pagine della produzione di Schumann, il Trio in re minore, op. 63 per archi e pianoforte ed il Quartetto in mi bemolle maggiore, op. 47, per archi e pianoforte.

Il primo fu scritto nel 1847, anno piuttosto avaro dal punto di vista produttivo, segnato anche dal ripetersi di quei disturbi mentali alla base, qualche anno dopo, del ricovero in manicomio del musicista e della successiva morte.

Il lavoro risulta di grande complessità, affidando spesso al pianoforte il ruolo di guida, e manca di quella unitarietà che aveva caratterizzato i brani cameristici precedenti, risentendo dei continui sbalzi d’umore del musicista.

L’altro brano proposto, scritto nel 1842, segna il coronamento di una esaltante stagione produttiva rivolta alla musica da camera.

Dedicato al conte russo Wielhorsky, ebbe una gestazione molto breve (tra la fine di ottobre e la fine di novembre) e, dopo essere stato eseguito in forma privata nel 1843, esordì l’anno dopo in pubblico alla Gewandhaus di Lipsia, in un concerto di commiato dell’autore, in procinto di spostarsi a Dresda, al quale prese parte un quartetto formato da Clara Schumann (pianoforte), Ferdinand David (violino), Niels W. Gade (viola) e Carl Wittmann (violoncello).

Veniamo quindi agli interpreti, che hanno fornito una buona prova, in entrambe le formazioni, riuscendo a tenere testa sia alle complessità dei due pezzi, sia a problemi legati all’acustica del teatro e alla tenuta degli strumenti in una giornata di grande umidità.

Pubblico meno numeroso del solito, per la contemporaneità fra maltempo e partita di campionato, e atmosfera quasi irreale nelle pause fra un movimento e l’altro, caratterizzate da un silenzio assoluto.

Bis comunque richiesto e ottenuto, con l’esecuzione dell’Andante cantabile dal Quartetto, op. 47, caratterizzato da un intenso lirismo.

Prossimo concerto della stagione, penultimo della rassegna schumanniana, domenica 28 novembre, affidato al Quartetto Gagliano, impegnati nell’esecuzione dei Tre quartetti, op. 41.