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Uno sguardo sulla musica contemporanea

Il Quartetto Arditti e l’Hilliard Ensemble straordinari interpreti di “Et Lux”, il particolare requiem di Wolfgang Rihm

Hilliard e Arditti“Et Lux”, per quartetto vocale e quartetto d’archi, del tedesco Wolfgang Rihm (1952) è un brano del 2009, frutto di una commissione congiunta KölnMusik, Festival d’Automne di Parigi e Carnegie Hall, che ha esordito al Festival di Musica Contemporanea di Huddersfield.

Dopo aver conosciuto la sua “prima” in Italia, durante il Festival MITO, la composizione è approdata anche a Napoli, nell’ambito della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti.

Il lavoro prende come riferimento il testo in latino della Messa da Requiem, dal quale l’autore ha estrapolato alcune frasi o frammenti di frasi, senza seguire l’ordine usuale.

Così facendo ha costruito una struttura dove la parte vocale, ricca soprattutto di richiami gregoriani e rinascimentali, risulta, di volta in volta, unica protagonista, interagisce con quella strumentale o si muove su piani differenti, al punto che finisce per attirare maggiormente l’attenzione rispetto al quartetto d’archi, destinatario dei passaggi maggiormente moderni.

Il risultato complessivo è sicuramente di forte suggestione, pur non raggiungendo i livelli di altri autori che si sono cimentati in ambito sacro (Pärt in primis), penalizzato da una lunghezza forse eccessiva e da un senso religioso molto personale, dove è eliminato qualsiasi riferimento a Dio, tanto che qualcuno ha definito il brano con l’appellativo di Requiem “laico”.

A fornire un decisivo contributo è comunque l’abbinamento fra l’Hilliard Ensemble (privo nell’occasione del controtenore David James, brillantemente sostituito da Robin Tyson) e il Quartetto Arditti, che stanno portando il brano in tutto il mondo, per cui ci chiediamo quanto perderà dell’atmosfera originaria la composizione, nel momento in cui verrà proposto da organici di livello normale.

Una domanda che non è emersa fra i commenti del dopo concerto, incentrati quasi esclusivamente sul brano, a conferma del fatto che, nell’ascolto della musica contemporanea, l’attenzione si focalizza più sul pezzo eseguito che sugli interpreti.

Pubblico presente molto concentrato (a parte qualche fuga iniziale, più o meno attesa, e finale, meno comprensibile), ma abbastanza esiguo, reso ancora più sparuto dal tempo inclemente e dallo spostamento del consueto appuntamento, dal giovedì al martedì, dimostratisi ottimi alibi per gli assenti.

Ciò non sminuisce comunque la scelta dell’Associazione Scarlatti, oltremodo coraggiosa, consapevole che serate del genere, se difficilmente attirano spettatori, rappresentano comunque fra le poche occasioni per poter conoscere quanto sta avvenendo nell’attuale mondo musicale.

La settimana prossima si riparte con i concerti “ricostruiti” di Bach, nell’esecuzione del violinista Giorgio Sasso, alla testa dell’Insieme Strumentale di Roma, e non abbiamo dubbi che l’Auditorium di Castel S.Elmo tornerà a riempirsi all’inverosimile.