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Concerto natalizio dell’ensemble Le Musiche da Camera

"Convivio Armonico" di Area Arte chiude con alcune rarità del Barocco napoletano

Ensemble Le Musiche da CameraL’ultimo appuntamento con Convivio Armonico, rassegna organizzata dall’Associazione Area Arte, svoltosi nella prestigiosa Basilica Reale e Pontificia di S. Francesco di Paola, ha avuto come protagonista l’ensemble “Le Musiche da Camera”, formato da Rosa Montano (mezzosoprano), Renata Cataldi (traversiere), Egidio Mastrominico e Raffaele Tiseo (violini di concerto), Federico Valerio (violino), Fernando Ciaramella (viola), Leonardo Massa (violoncello), Ottavio Gaudiano (contrabbasso) e Debora Capitanio (clavicembalo).

Il concerto, dal titolo “Il Natale nel Barocco napoletano”, si inquadrava anche nell’ambito della sezione “Anniversari”, in quanto proponeva brani di Giovanni Battista Pergolesi (nel terzo centenario della morte) e Alessandro Scarlatti (nel trecentocinquantesimo della nascita).

La serata si è aperta con una Pastorale a due violini e basso continuo di Anonimo del XVIII secolo, recuperata da un manoscritto del conservatorio napoletano, seguita dall’Antifona a canto solo (alto) con violini “In coelestibus Regnis” di Pergolesi.

E’ stata poi la volta della Sonata XII “Pastorale” in sol maggiore, dalle Sonate a Quattro, op. I di Angelo Ragazzi (1680?- 1750), che studiò al Conservatorio di S. Maria di Loreto.
Famoso sia come violinista che come compositore, lasciò Napoli per Barcellona, dove fu al servizio dell’arciduca Carlo d’Asburgo, seguendolo a Vienna quando questi divenne imperatore.

Ritornò poi a Napoli, per suonare nella Cappella Reale, ma dal 1734 lo ritroviamo di nuovo a Vienna, dove morì nel 1750.

Ancora meno conosciuto Antonio Palella (1692-1761), autore del Concerto per flauto traversiere ed archi in sol maggiore.

Si sa che studiò al Conservatorio di S. Onofrio a Porta Capuana e fu secondo clavicembalista al Teatro di San Carlo, dove aveva anche il compito di rivedere le opere di altri musicisti prima che fossero allestite.

A lui si deve anche l’introduzione, nei testi delle opere buffe, dell’italiano al posto del napoletano, che facilitò la diffusione di tali lavori nel resto del paese.

Il concerto si è chiuso con la Sinfonia e l’Aria pastorale, dalla cantata per soprano, archi e basso continuo di Alessandro Scarlatti “Oh di Betlemme altera” per la Natività di Nostro Signore.

Uno sguardo agli esecutori, per sottolineare innanzitutto la bravura dei solisti impegnati nei vari brani, da Rosa Montano, confrontatasi brillantemente con l’Antifona di Pergolesi e l’Aria di Scarlatti, a Renata Cataldi, magistrale interprete del concerto di Palella, passando per Egidio Mastrominico e Raffaele Tiseo, sul cui ottimo affiatamento si è basata la Pastorale iniziale.

Ma anche gli altri componenti dell’ensemble hanno ben figurato, contribuendo alla piena riuscita di una serata, terminata con il Tantum ergo di Paisiello proposto come bis, che ha offerto alcuni interessanti esempi di musica natalizia barocca, di raro e rarissimo ascolto, così come poco noti erano in buona parte gli autori, tutti attivi a Napoli, in un periodo irripetibile per la nostra città.