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Il Novecento del Coro Polifonico della Pietrasanta

Applaudito concerto natalizio dell’ensemble diretto dal maestro Rosario Peluso

Coro Polifonico della PietrasantaI giorni che precedono il Natale sono sempre stati molto convulsi anche per chi segue la musica, in quanto caratterizzati da una serie innumerevole di appuntamenti.

In pochi giorni si corre il serio rischio di ascoltare più volte gli stessi brani, anche perché il pubblico che solitamente segue questi concerti (quasi esclusivamente costituito da parenti e amici degli esecutori), ama sentire le canzoni tradizionali e non va oltre.

Alla luce di queste considerazioni, ha rappresentato una vera rarità la recente esibizione del Coro Polifonico della Pietrasanta, diretto da Rosario Peluso, tenutosi nella prestigiosa Sala Vasari della Chiesa napoletana di S. Anna dei Lombardi.

Infatti, prima di giungere agli immancabili pezzi natalizi, l’ensemble si è confrontato con una serie di raffinati e difficili brani di autori del Novecento, aprendo la serata con Les boîtes à musique (Il carillon) di Lafarge-Philippe, nell’elaborazione di Giovanni Acciai, dove la nostalgia dei tempi andati si abbinava ad una discreta dose di umorismo.

A seguire In Memoriam del romano Michele Josia, che ha preceduto due incursioni nell’ampia produzione dei Beatles con Blackbird e Yesterday.

E’ stata poi la volta di Buonanotte di Renzo Vitale, ispirato all’addio di Romeo a Giulietta e Juramento del cubano Miguel Matamoros (1894-1971).
Ultimi due brani, di questa suggestiva panoramica legata al repertorio del Novecento, Deo gratias dell’estone Urmas Sisask (in prima assoluta a Napoli) e Lux Aurumque dello statunitense Eric Whitacre.

Finale, come già detto in precedenza, rivolto ad alcuni brani della tradizione natalizia, nell’ordine Ding dong! Merrily on high, It came upon the midnight clear, Deck the hall e Carol of the bells, quest’ultimo composto nel 1916 dall’ucraino Mykola Leontovich (1877-1921), a partire da un antico motivo profano, la cui lirica fu in seguito scritta dal russo-americano Peter J. Wilhousky.

Come si vede una proposta abbastanza particolare, alla quale il Coro Polifonico della Pietrasanta, diretto dal maestro Rosario Peluso, ha fornito il suo ottimo apporto, a dispetto di un’acustica che non è sicuramente pari alla bellezza della sede del concerto.

Ricordiamo ancora le belle voci di Diana Mucci e Monica Bosco, la prima solista nei pezzi di Josia e Whitacre, la seconda nei brani Yesterday e Buonanotte, e bis conclusivo con l’intenso Esta Tierra del basco Xavier Busto, che ha chiuso in bellezza un concerto di elevato livello.