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Si è aperto il Natale in Musica di Napolinova

La clavicembalista Enza Caiazzo ottima protagonista del concerto inaugurale della rassegna

Enza CaiazzoPer la prima volta, dopo ben quindici anni di attività, come tiene a sottolineare nel programma di sala il direttore artistico Alfredo de Pascale, l’Associazione Napolinova è stata invitata a partecipare agli eventi curati dal comune di Napoli per le feste natalizie.

Il suo apporto si è concretizzato con un programma che prevede tre appuntamenti, tutti domenicali, nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale, principalmente rivolti ai compositori attivi a Napoli, dal Seicento ai giorni nostri.

Il concerto inaugurale ha avuto come protagonista la clavicembalista Enza Caiazzo, docente del Conservatorio di S. Pietro a Majella, che si è confrontata con alcuni autori del periodo barocco.

L’apertura è stata dedicata a tre Toccate, la prima, in sol minore, di Gaetano Greco (1657 ca. – 1728), insegnante molto stimato, che ebbe come allievi figure del calibro di Porpora, Domenico Scarlatti, Vinci e Pergolesi; la seconda, in la minore, di Francesco Durante (1684-1755), noto sia come musicista che come docente (fra i suoi studenti si annoverano Paisiello, Jommelli e Pergolesi), mentre la terza, per cembalo d’ottava stesa, era opera di Alessandro Scarlatti (1660-1725), compositore prestigioso, unanimemente riconosciuto fra gli iniziatori della gloriosa scuola musicale napoletana.

E’ stata poi la volta della Sonata in fa maggiore di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736), del quale cadeva quest’anno il terzo centenario dalla nascita che, nella sua pur breve esistenza, ci ha lasciato delle pagine indimenticabili, frutto del suo indiscutibile talento, ben indirizzato da maestri quali i già citati Greco e Durante.

Decisamente meno famoso Pietro Domenico Paradisi (1707-1791), nato a Napoli, ma morto a Venezia, la cui notorietà era legata, almeno fino agli anni Ottanta, alla sua Toccata in la, dalla Sonata VI per clavicembalo che, trascritta per arpa, faceva parte dei motivi utilizzati per l’intervallo televisivo.

Nell’occasione è stata proposta, invece, la Sonata VII in si bemolle maggiore, costituita dai tempi Allegro e Presto.

Parte conclusiva interamente dedicata a Domenico Scarlatti, con quattro delle sue Sonate, che costituiscono un corpus di circa 550 brani, fra le quali spiccava la K. 513 in do maggiore “Pastorale”, molto affine al “Tu scendi dalle stelle” di S. Alfonso Maria de’ Liguori, che è stato poi al centro di un bis piuttosto particolare, in quanto verteva su variazioni del suddetto motivo alfonsiano curate dal maestro Canio Fidanza, nato a Potenza nel 1985.

Uno sguardo all’interprete, per sottolineare sia la scelta di un repertorio quanto mai interessante, che ha contribuito a tenere desta l’attenzione dei numerosissimi spettatori, sia un’ottima esecuzione, dove è emersa tutta la bravura e la personalità della solista.

Prossimo appuntamento il 26 dicembre, con il chitarrista Gianluigi Giglio, impegnato in un repertorio ottocentesco.