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Stravinskij: Pulcinella, Sinfonia in tre movimenti, Quattro Études

Dalla CSO-Resound uno splendido cd che concorrerà ai Grammy come migliore esecuzione orchestrale dell'anno

Copertina cd CSO StravinskyL’anno che sta per concludersi segna il terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Pergolesi, ricorrenza in parte oscurata dalla contemporanea presenza del bicentenario della nascita di Schumann e di Chopin.

A parziale “risarcimento” capita a proposito un recente cd, in corsa per il Grammy Award 2011 come miglior esecuzione orchestrale dell’anno, che la CSO-Resound, etichetta dell’Orchestra Sinfonica di Chicago, dedica ad alcuni brani di Igor Stravinskij (1882-1971), registrati “dal vivo”.

Fra essi spicca la versione integrale di Pulcinella (1920), definito originariamente “balletto con canto su musiche di Pergolesi”, con il quale il musicista inaugurò il suo periodo neoclassico.

Il lavoro gli fu commissionato da Diaghilev, che aveva intenzione di allestire un balletto basato sulla Commedia dell’arte, accompagnato da musiche del Settecento, nell’ambito dei celeberrimi “Ballets Russes”.

Stravinskij, dopo un accurato studio di vari spartiti di Pergolesi, concepì una composizione per un ristretto organico di strumenti, molto vicino a quello di un ensemble barocco, completandola con alcune parti affidate a tre voci solista (mezzosoprano, tenore e basso).

In realtà, studi successivi hanno appurato che alcuni di questi brani, soprattutto strumentali, erano di altri autori, come la Sonata utilizzata in apertura, probabilmente di Domenico Gallo, ma la maggior parte del materiale deriva da tre opere pergolesiane, “Il Flaminio”, “Lo frate ‘nnammorato” e “Adriano in Siria”.

Il balletto conobbe nel 1922 una versioni più breve, in forma di suite per orchestra divisa in otto parti, e successivamente una riduzione per violino e pianoforte, nota come Suite Italienne (1925).

Nel cd Pulcinella è preceduto da altri due brani di Stravinskij, la Sinfonia in tre movimenti e i Quattro studi per orchestra.

Il primo appartiene al tardo periodo neoclassico, ma contiene ancora molti spunti delle prime composizioni, a cominciare da Le Sacre du Printemps, che nel 1913 scandalizzò il pubblico francese per le sue arditezze musicali.

I secondi furono scritti nel 1928, arrangiando i Tre pezzi per quartetto d’archi e lo Studio per pianola, risalenti rispettivamente al 1914 e al 1921.

Un breve sguardo agli interpreti, per sottolineare innanzitutto l’ottima prova delle tre voci soliste impegnate nel Pulcinella, il mezzosoprano Roxana Constantinescu, il tenore Nicholas Phan ed il basso-baritono Kyle Ketelsen.

Dal canto suo l’Orchestra Sinfonica di Chicago, diretta da Pierre Boulez (uno specialista nel repertorio del XX secolo), fornisce l’ennesima prova di altissimo livello, mettendo in evidenza le particolari sonorità della produzione di Stravinskij.

In conclusione un disco che, seppur rivolto alla musica del Novecento, risulta accettabile al grande pubblico, grazie ai numerosi rimandi al periodo barocco.