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Il duo Falasca-Garberini da Brahms a Marrone

Il “Natale in Musica” di Napolinova si chiude con un concerto di grande spessore

Falasca e Garberini con MarroneTerzo ed ultimo appuntamento con “Natale in Musica”, organizzato dall’Associazione Napolinova, nella figura del direttore artistico Alfredo de Pascale, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli ed il Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.

La breve rassegna si è conclusa con il concerto del duo, formato dal violinista Fabrizio Falasca e dal pianista Umberto Garberini, confrontatosi con un programma piuttosto vario ed impegnativo.

In apertura abbiamo ascoltato la Sonata per violino e pianoforte n. 1 in sol maggiore, op. 78 di Brahms, iniziata a Pörtschach nell’estate del 1878 dall’autore tedesco contemporaneamente al completamento del celebre concerto per violino ed orchestra.

Terminata l’estate successiva, sempre nella amena località della Carinzia, la sonata è contraddistinta da un grande equilibrio formale e dalla presenza di un motivo conduttore, ispirato ad alcuni passaggi tratti dal tema del Regenlied (Canto della pioggia), op. 59, n. 3, scritto in precedenza da Brahms, che si evidenzia nella sua interezza nel finale (da cui l’appellativo di Regen-Sonate con la quale è familiarmente conosciuta la composizione).
Il secondo brano in programma, la Sonata per violino e pianoforte di Nino Rota, ha messo in evidenza un autore eclettico, del quale quest’anno cade il centenario della nascita, caduto troppo presto nel dimenticatoio, a stento ricordato per le colonne sonore dei film di Fellini e per l’Oscar vinto grazie alle musiche composte per “Il padrino-parte II” di Francis Ford Coppola.

Basterebbe questa sonata, risalente al 1936, che si ispirava alla musica francese del Novecento, con una patina di raffinato esotismo, per riportare all’attenzione un musicista, la cui fama, in netto declino, ci auguriamo possa trarre giovamento dall’anniversario in corso.

Chiusura con l’ Adagio e Allegro per violino e pianoforte di un autore contemporaneo napoletano, Patrizio Marrone, che attualmente ricopre la carica di direttore del conservatorio di S. Pietro a Majella.

In esso si riscontrano le cifre stilistiche che da sempre contraddistinguono il musicista, ovvero la tendenza a scrivere lavori moderni senza mai perdere di vista il passato, considerato un inestimabile patrimonio di riferimento e non qualcosa di vecchio e superato, da rinnegare ad ogni costo.

Riguardo agli interpreti, entrambi ricchi di esperienza, nonostante Falasca sia giovanissimo, hanno mostrato un ottimo affiatamento, dando vita ad un’esecuzione intensa e ricca di sfumature.

Pubblico numerosissimo e caloroso (anche troppo), con presenze diverse dal solito, altrimenti non si spiegherebbero i ripetuti applausi, fra un movimento e l’altro, sia del brano brahmsiano, sia di quello di Rota.

Due i bis proposti, uno rivolto al primo movimento della sonata di Brahms, l’altro all’Allegro del pezzo conclusivo, dedicato al maestro Marrone, presente fra gli spettatori che, alla fine, ha speso parole di vivo apprezzamento nei confronti dei due musicisti, posando con loro in una foto ricordo.