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La Favola di Natale

Lunedì 31 gennaio 2011, in prima assoluta a Roma, la composizione creata dallo scrittore Giovannino Guareschi e dal musicista Arturo Coppola nel dicembre 1944 durante la loro prigionia nell’Oflag XB di Sandbostel

Guareschi e Coppola prigionieriLunedì 31 gennaio 2011, alle ore 21.00, nella Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana (via Flaminia 118 – Roma), sarà proposta in prima assoluta La Favola di Natale per narratore, coro maschile e orchestra (testi di Giovannino Guareschi, musica di Arturo Coppola), scritta nell’Oflag XB di Sandbostel nel dicembre 1944.

Il brano sarà eseguito da un organico che comprende l’Orchestra Musica Concentrationaria, diretta da Paolo Candido, i Solisti del Consort Vocale Diapente, diretti da Lucio Ivaldi (Giacomo Cellucci, Gabriele Giorgi, Fabrizio Giovannetti, Amleto Luciano Massa), Ugo Tarquini (tenore solista) e Angelo De Leonardis (narratore).

L’allestimento è stato possibile grazie all’interessamento della Fondazione Gaetano Salvemini per il dialogo tra i Paesi del Mediterraneo, in collaborazione con Ipazia Preveggenza Tecnologica s.c.a r.l., Roma; Federculture, Roma; Istituto di Letteratura musicale concentrazionaria, Barletta; Associazione Musikstrasse, Roma; Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, Roma; Associazione Musicale I Suoni del Sud, Foggia; Associazione Musicale Diapente.

L’ingresso è libero

Programma

Carlotta per tenore e orchestra (testo di G. Guareschi, musica di A. Coppola)

Dai Dai Bepin per coro maschile e orchestra (testo di G. Guareschi, musica di A. Coppola)

Polka Merkatall per orchestra (A. Coppola)

Treviso per coro a cappella (A. Coppola)

La Favola di Natale per narratore, coro maschile e orchestra (testo di G. Guareschi, musica di A. Coppola)

Ricostruzione della versione orchestrale originale a cura di Paolo Candido e Francesco Lotoro
Produzione artistica di Francesco Lotoro

Si ringraziano sentitamente il Rav Prof. Shalom Bahbout (rabbino capo della comunità ebraica di Napoli) e il Dr. Oreste Grani (presidente della Ipazia Preveggenza Tecnologica)

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Musica concentrazionaria

La musica concentrazionaria è l’intero corpus musicale creato in tutti i Campi di prigionia, transito, lavori forzati, concentramento, sterminio, penitenziari militari, POW Camps, Stalag e Oflag aperti sia da Terzo Reich, Italia, Giappone, Repubblica di Salò, regime di Vichy e altri Paesi dell’Asse che da Gran Bretagna, Francia, Unione Sovietica e altri Paesi Alleati in Europa, Africa settentrionale e coloniale, Asia e Oceania dal 1933 al 1945.

La musica creata da uomini e donne di qualsiasi estrazione professionale e artistica nonché provenienti da qualsiasi contesto nazionale, sociale e religioso e che siano stati discriminati, perseguitati, deportati, uccisi o che siano sopravvissuti alla tragedia dei Lager durante l’ultima Guerra ha medesimo valore artistico ed esige uguale rispetto e considerazione.

È questo il privilegio della Musica, universale in quanto tale è la creatività musicale; essa va eseguita, studiata e analizzata a prescindere da biografia, pensiero e altri elementi correlati all’autore.

L’Istituto di Letteratura musicale concentrazionaria (già Istituto Musica Judaica) con sede a Barletta ha sino ad oggi raccolto ben 4.000 opere scritte nei Lager e 13.000 documenti inerenti la produzione musicale nei Campi di concentramento ed è impegnato nella ricerca, catalogazione e registrazione discografica di questo autentico Patrimonio dell’Umanità (l’Enciclopedia discografica KZ MUSIK, pubblicata dalla Musikstrasse Roma, è sinora giunta al 18esimo CD-volume).

L’Italia può a buon diritto considerarsi la nazione all’avanguardia nella ricerca della musica nei Lager; ricerca che può contare non soltanto sulle ricerche intraprese da oltre 20 anni dal pianista barlettano Francesco Lotoro (considerato la massima autorità internazionale nel campo della letteratura musicale concentrazionaria) ma anche su decine di musicisti ed ensemble orchestrali e corali di Puglia e Lazio (il direttore d’orchestra Paolo Candido e l’Orchestra Musica Concentrationaria, il baritono Angelo De Leonardis, il violinista Giovanni Zonno, il direttore di coro Lucio Ivaldi e il Consort Vocale Diapente, ecc.) che da anni stanno registrando le opere musicali scritte nei Lager.

Oggi questa ricerca segna una importante pietra miliare; i musicisti barlettani Francesco Lotoro e Paolo Candido hanno recuperato il materiale originale de La Favola di Natale per narratore, coro maschile e orchestra scritta nel 1944 presso il Lager XB di Sandbostel dal giornalista e scrittore Giovannino Guareschi (l’autore della celebre saga di Don Camillo e Peppone) su musiche del compositore Arturo Coppola.

Dopo la Guerra, il materiale autografo della Favola rimase sostanzialmente inalterato nel racconto guareschiano ma fu rimaneggiato e modificato nella sua struttura musicale da Coppola; modifiche che, pur musicalmente interessanti, tuttavia allontanarono la Favola dalla sua originale semplicità e spontaneità.

A tal scopo, mentre Lotoro si recava a Treviso a recuperare tutto il materiale musicale autografo di Coppola, Candido intraprendeva un lavoro di ricostruzione filologica della musica (laddove spuntava un’insolita ocarina) e del testo.

Un ulteriore viaggio di entrambi i musicisti a Roncole Verdi presso l’Archivio Guareschi gettava luce sulla affascinante bellezza della Favola poichè, dopo un lavoro di comparazione dei quaderni scritti nel Lager da Guareschi, venivano recuperati frammenti inediti della Favola che, per ragioni legate anche all’epoca, furono espunti dalla successiva pubblicazione della Rizzoli.

La Fondazione Gaetano Salvemini per il dialogo tra i Paesi del Mediterraneo, con sede a Roma, ha ritenuto fondamentale per la diffusione della cultura musicale del Novecento e per la conservazione della Memoria storica promuovere l’allestimento dell’opera di Guareschi di Coppola.

All’organizzazione dell’evento hanno altresì collaborato la Ipazia Prevenzione Tecnologica di Roma, la Federculture e l’Accademia Filarmonica Romana.

La Favola di Natale sarà eseguita a Roma lunedi 31 gennaio 2011 alle ore 21 (porta ore 20,30) presso la Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana (via Flaminia 118).
L’Orchestra Musica Concentrationaria diretta da Paolo Candido e i solisti del Consort Vocale Diapente di Roma accompagneranno la voce narrante di Angelo de Leonardis; prima della Favola, saranno eseguiti altri brani scritti a Sandbostel da Guareschi e Coppola ossia la canzone Carlotta (dedicata alla figlia di Guareschi), l’allegra Dai dai Bepin (laddove Bepin sta per Josef Stalin ed estesamente le truppe sovietiche che si avvicinavano ai confini orientali della Germania) e, del solo Coppola, Polka Merkatall (dedicata all’ufficiale portalettere degli italiani, Mercatali) e lo struggente corale Treviso, scritta di getto da Coppola a Sandbostel allorchè apprese del bombardamento della sua città avvenuto il 7 aprile 1944 da parte dei bombardieri Alleati.

Giovannino Guareschi

Giovannino Guareschi nacque l’1 maggio 1908 a Fontanelle di Roccabianca. Scrittore, giornalista e umorista, dal 1936 al 1943 fu capo redattore della rivista satirica Bertoldo. All’armistizio dell’8.9.1943 venne fatto prigioniero e trasferito a Czestochowa, Benjaminow, Sandbostel e Wietzendorf. Dopo la Guerra fondò la rivista Candido. Dal 1950 al 1954 attraversò un periodo difficile dal punto di vista giudiziario a seguito di articoli nei riguardi di alte cariche dello Stato ritenuti gravemente diffamatori. Nel 1956 la sua condizione fisica si aggravò; morì a Cervia il 22.7.1968. Tra gli scrittori italiani più noti, deve la sua notorietà alla saga di Don Camillo e Peppone, divenuta celebre anche nella trasposizione cinematografica di Fernandel e Gino Cervi.

Artuto Coppola

Arturo Coppola nacque il 9.3.1913 a Sorrento.
Diplomatosi in pianoforte presso il Conservatorio di Napoli nel 1932, si trasferì a Treviso.

Nel 1939 si diplomò in Canto Corale presso il Conservatorio di Venezia. All’indomani dell’armistizio dell’8.9.1943 venne fatto prigioniero e trasferito a Benjaminow.

Ivi strinse amicizia con Guareschi e partecipò attivamente alla vita culturale e artistica del Campo. Successivamente trasferito a Sandbostel e Wietzendorf, scrisse tra l’altro Elegia per violoncello e pianoforte, Polka Merkatall per piccola orchestra leggera e Treviso per coro maschile. Dopo la Guerra si dedicò all’insegnamento e alla composizione e, con una sua band, all’intrattenimento jazz.
Morì a Treviso il 19.3.1998.

Il Lager XB di Sandbostel

A seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943 tra Italia e Alleati, il 20 settembre il Reich ordinò di classificare i prigionieri di guerra italiani come “internati militari”, definizione che di fatto sottrasse gli italiani dalla tutela dei prigionieri di guerra in base alle convenzioni internazionali.
Giovannino Guareschi e Arturo Coppola, assieme a numerosi soldati e ufficiali italiani vennero internati nella Polonia occupata presso lo Stalag 367 di Czestochowa, successivamente presso lo Stalag 333 di Beniaminów (Voivodato della Masovia).

Nel marzo 1944 tutto il Campo fu gradualmente trasferito al Lager XB di Sandbostel/Kreis Bremervorde; ivi confluirono migliaia di ufficiali italiani che si rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e, dal 18.1.1944, quelli provenienti dallo Stalag 328 di Lvow (Leopoli, oggi in Ucraina).

Tra gli ufficiali italiani, numerosi musicisti; Giuseppe Selmi (scrisse un Concerto per violoncello e orchestra a Sandbostel), Pietro Maggioli (scrisse Cantico delle Creature per coro e orchestra a Sandbostel), Salvatore Musella (autore dell’opera Il Fabbricatore di Dio, morì a Beniaminów), Arturo Coppola.

Guareschi e Coppola arrivarono a Sandbostel il 2 aprile 1944; ivi nacque tra loro una collaborazione musical-letteraria che vide Guareschi scrivere testi di canzoni che passava a Coppola per la stesura musicale; Coppola disponeva di una fisarmonica che era riuscito a portarsi nel Lager.

Fu così che videro la luce autentici gioielli della canzone italiana tra i quali Magri ma sani, Carlotta, Dai dai Bepin e il capolavoro di Guareschi e Coppola ossia La Favola di Natale, scritta tra il 17 e il 19 dicembre 1944; tra i cantanti che interpretarono la Favola a Sandbostel figurano i nomi degli ufficiali italiani Gaudiosi, Gatti, Gamboni, Fossati e Pierino Dei Cas.

Come per altri Lager civili e militari, La Favola di Natale venne orchestrata tenendo conto degli strumenti musicali disponibili: ocarina, oboe, 2 clarinetti, fisarmonica e orchestra d’archi ai quali si aggiunse il “rumorista” che interpretava con la voce alcuni effetti di scena e alcuni passaggi movimentati.

La Favola di Natale

La Favola di Natale venne eseguita il 24, 26 e 27 dicembre 1944 nel piccolo teatro del Lager, il 31 dicembre 1944 nella baracca 13B ed infine il 10 gennaio 1945 nella baracca 31A; la voce recitante era affidata al giovane Gianrico Tedeschi che in seguito diverrà celebre attore e uomo di teatro.

Come scrive Guareschi nella presentazione dell’opera, “La Favola di Natale è nata […] nell’imminenza del secondo Natale di prigionia, come disperato tentativo di popolare quella gelida solitudine coi fantasmi dei nostri sogni.

[…] Coppola alloggiava al piano superiore e, mentre io scrivevo, componeva le musiche che dovevano commentare la fiaba. Poi le concertò, organizzò un coro, istruì dei cantanti, inventò un orchestra.

[…] I suonatori avevano le mani intirizzite dal gelo, i violini si spaccavano per l’umidità, le voci uscivano a stento da quei mucchietti di stracci.”

Guareschi scrisse altresì che tra le migliaia di ufficiali prigionieri a Sandbostel c’erano numerosi musicisti e che alcuni di essi erano riusciti a salvare il proprio strumento musicale mentre altri strumenti furono prestati agli italiani dai militari francesi internati nel Campo attiguo.

La trama
La Favola di Natale narra di Albertino, figlio di Guareschi, della sua nonnina, del cagnolino Flick, di una lucciola.
Albertino ha imparato a memoria una poesia da recitare a suo padre per la vigilia di Natale ma il padre, prigioniero di guerra, non è a casa e il bambino recita la poesia alla sedia vuota.
La finestra si apre all’improvviso e i versi si trasformano in un uccellino che vola via nel vento. Allora Albertino decide di andare in cerca di suo padre insieme al cane Flick.
Durante il loro incredibile viaggio verso il Lager in cui si trova il padre di Albertino, la combriccola attraversa la terra della Pace e la terra della Guerra, si imbatte in funghi parlanti, cornacchie canterine, oggetti animati, angeli e tante altre strane creature.
Infine Albertino raggiunge la Foresta degli Incontri dove finalmente incontra suo padre, il quale ha viaggiato in sogno per passare quella notte insieme al figlio.
La Favola si conclude con un tanto povero quanto miracoloso pranzo di Natale in cui Albertino si è finalmente ricongiunto con il padre; alla fine il papà di Albertino deve tornare al suo triste Campo e Albertino, la nonnina e il cagnolino a casa.