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Pensavo fosse Bach

Sabato 22 gennaio 2011 torna a Monza, nell'ambito di "Lampi", dopo il grandissimo successo in tutta Italia, l’originale spettacolo di Musicamorfosi con il violoncellista Mauro Brunello e i video di Vinicio Capossela e del Teatrino di Corte della Villa Reale

Pensavo fosse BachSabato 22 gennaio, alle ore 21.00, nel Teatro Villoresi (piazza Carrobiolo 6 - Monza), nell’ambito di Lampi di Musicamorfosi, in perfetto equilibrio tra rigore e immaginazione, con la passione interpretativa e divulgativa che lo contraddistingue, Mario Brunello rilegge J. S. Bach, ovvero lo legge tuffandosi nei più segreti meandri di una musica infinitamente geniale ed enigmatica.

Videoproeizioni, elettronica ed un ospite d’eccezione Vinicio Capossela, per reinventare Bach e resuscitarlo dalla tomba, per fargli scorrere nella partitura il suo sangue giovane, lo swing tentacolare!

Mario Brunello torna ad affrontare le Suite per violoncello solo, per le quali è giustamente famoso, e rinnova il binomio con Bach in un concerto interamente dedicato al sommo genio.

Il violoncello, che fino ad allora vivacchiava nascosto accanto al cembalo nella pratica del basso continuo, fu lanciato da Bach nell’orbita del più sensazionale virtuosismo.

Così, Mario Brunello lancia il suo violoncello Maggini, prezioso strumento del 1605, nell’avventura di tirare fuori dalla partitura bachiana linee nascoste e voci sepolte come preziosi tesori sotto la polvere dei manoscritti.

“Questo spettacolo è un’altra tappa di un percorso che sto portando avanti per rendere più godibili e visibili le voci che si trovano nascoste dentro le Suite di Bach”

afferma Mario Brunello,

“Per noi violoncellisti questi pezzi di Bach sono una sorta di vangelo con cui ci confrontiamo per tutta la vita, per questo insieme a Saul Beretta abbiamo avuto l’idea di avvicinare il pubblico a quello che molto difficilmente si riesce a percepire chiaramente durante l’esecuzione in concerto. Per chi ascolta molti elementi nella partitura rimangono nascosti, noi li abbiamo in parte svelati, rinnovando il mistero della bellezza di questa musica senza tempo.”

Quindi, cercando di portare a compimento la sfida bachiana che lascia all’esecutore la risoluzione degli enigmi della scrittura, Mario Brunello, scalatore del cuore e dell’anima, si arrampica di nuovo verso l’impossibile.

Musica dal vivo, elettronica, videoproiezioni, il tutto in una scenografia suggestiva: un cubo di ferro e tulle che riproduce le proporzioni del quadrato magico, un’ora e dieci minuti di suggestioni musicali che ci proiettano nel mistero di Johannes Sebastian Bach

“Ma chi era Johann Sebastian Bach? Che tipo di uomo doveva essere? Un uomo quale adesso non si può neppure immaginare”

afferma Vinicio Capossela

“un uomo con venti figli, un uomo che ha scritto per glorificare Dio! Un mistico adorante che scavava infebbrato nella perfezione della fede, che edificava visioni e le edificava una sull’altra, con rigore incrollabile.”

Per decenni una musicologia rudimentale non è riuscita a offrire di Bach altro che delle immagini da cartolina contraffatta.

Così anche il Bach che ci presenta Vinicio sa un po’ di cartolina, è infebbrato e mistico come forse il Bach vero non era, ma quell’aura ne riproduce e ci permette di avvicinarci oggi al suo mistero.
Oggi, infatti, dai nuovi studi sta uscendo un Bach differente, un uomo inquieto, forse nevrotico, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, nell’arte come nella vita.

Forse proprio come Mario Brunello, uno dei più stimati e amati violoncellisti al mondo, musicista fuori dagli schemi per indole, da sempre alla ricerca di inedite esperienze musicali ai confini delle possibilità fisiche, sue e del suo strumento.

I commenti della stampa

Da restare a bocca aperta e fiato sospeso
Athos Tromboni – Gli amici della Musica - Ferrara

…raramente un’ora e mezza di violoncello solo hanno coinvolto un pubblico tanto vario, felicemente smarrito tra Bach, Brunello e Capossela, elettronica e video
Claudio Chianura – InSound -

Che cosa emerge da questo Bach? Il mistero, la grazia divina
Enrico Parola – Il Corriere della Sera – Milano

Pensavo fosse Bach è tutto costruito sulla forza della suggestione e del mistero che sprigionano queste pagine […] tutto scorre con illusionistica facilità sotto l’archetto di Brunello. Tanti applausi e bis”
Alessandro Tav – La nuova Ferrara –

Dissacrante e genialmente autentico ad un tempo, caldamente applaudito dal pubblico di ogni età per quanto radicalmente innovativo e sorprendente: è dunque piaciuto a tutti il singolare Pensavo fosse Bach
P.D.S - Il Corriere del Mezzogiorno -

L’operazione si può considerare pienamente riuscita, soprattutto là dove, con una tecnica ed un tempismo prodigiosi, Brunello dialoga con i suoi “alter ego”, in una moltiplicazione di suoni ed una sovrapposizione di immagini che quasi stordiscono i sensi.

Marco del Vaglio - Guida Supereva di Critica di Musica Classica


L’ottava edizione di Lampi, è ideata e diretta da Saul Beretta e prodotta da Musicamorfosi con il patrocinio della Regione Lombardia, settore Cultura, il patrocinio e contributo di Comune di Monza, Assessorato alla Cultura, di Fondazione delle Comunità di Monza e Brianza e di Ciessevi Monza Brianza

Il prossimo appuntamento di Lampi è sabato 26 febbraio 2011 con E ora il mio occhio ti ha visto con Arsene Duevi, Roberto Zanisi, Tetè Da Silveira e Adalberto Ferrari e circa 100 cantori dei progetti corali di Musicamorfosi

Teatro Villoresi p.zza Carrobbiolo 8, Monza:
Abbonamento a 4 spettacoli: Intero €70
Biglietti Platea €25 -Ridotto platea €22 - Galleria €18 -Ridotto galleria: €15, Under 18 €6
Ridotti per Over 65, under 25 e convenzionati

Prevendita attraverso il circuito Vivaticket by Charta, tel 899666805, www.vivaticket.it
e alla ProMonza di Piazza Carducci tutti i giorni 9.00/12.00 - 15.00/18.00 tel. 039 323222

Infotel.: 331 4519922
mail: info@musicamorfosi.it
sito web: www.musicamorfosi.it

Ufficio stampa:
Silvia Boz
cell.: 331 6895757
mail: mcm@musicamorfosi.it

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Mario Brunello: Pensavo fosse Bach

Musica: J.S. Bach (Suite IV e V); A. Kneifel (estratti da Lux Aeterna)
parole di Vinicio Capossela
con la partecipazione video di Vinicio Capossela
Massimo Mariani: elettronica e voce cantante
idea e progetto: Mario Brunello e Saul Beretta
regia: Francesco Frongia
progetto scenografico: Andrea Taddei
riprese video: Marco Franchini e Fabrizio De Giuseppe
fotografia: Marcelo Soulè
produzione Musicamorfosi in collaborazione con Antiruggine

Mario Brunello

“… egli è, com’è noto, un concertista internazionale, che suona il violoncello con una fantasia, uno struggimento di canto, un pudore espressivo ed una capacità di intensità riconoscibilissimi e completamente suoi.
Ma è anche una persona che ha il piacere di suonare con gli altri e la voglia di portarli dentro alle ragioni dell’interpretazione, accendendo costantemente idee e fantasia …”, dice di lui Lorenzo Arruga.

Mario Brunello si è diplomato al Conservatorio di Venezia nel 1982 sotto la guida di Adriano Vendramelli, proseguendo gli studi ed il perfezionamento con il grande maestro Antonio Janigro.
Fino al 1986 percorre le tappe della carriera in orchestra, dapprima con La Fenice di Venezia e più tardi, come primo violoncello, con l’Orchestra della Scala di Milano.

Nel frattempo, si appassiona alla musica da camera e vince numerosi concorsi in duo e in trio. L’anno di svolta è il 1986 quando partecipa al Concorso Internazionale Čajkovskij e lo vince, primo italiano nella storia del concorso, ritirando il primo premio assoluto.

Da allora Mario Brunello suona il suo Maggini del XVII secolo (appartenuto al grande Franco Rossi) con tutte le più grandi.

Prosegue con uguale passione la sua attività di musica da camera collaborando con solisti come Frank Peter Zimmermann, Andrea Lucchesini, Gidon Kremer, Salvatore Accardo.

Il 1994 lo vede fondatore dell’Orchestra d’Archi Italiana. La sua grande curiosità sul potere eccezionale di comunicazione della musica lo ha portato a collaborare con gli attori Maddalena Crippa e Marco Paolini, con il quale ha realizzato numerosi spettacoli di successo, e ultimamente ha partecipato ad importanti festival di musica jazz, insieme a Vinicio Capossela, Uri Caine e Gian Maria Testa.