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Rossini a Convivio Armonico

Al Teatro Sancarluccio di Napoli la presentazione di un libro edito dal Conservatorio di Benevento ed una soirées musicale, entrambi dedicati al grande compositore di Pesaro

Caricatura di RossiniIl secondo appuntamento di Convivio Armonico, curato dall’Associazione Area Arte e tenutosi al Teatro Sancarluccio, è stato caratterizzato da una serata che comprendeva la presentazione di un volume ed una parte musicale, entrambe incentrate sulla figura di Gioachino Rossini.

Il libro, edito dal Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, intitolato “Gioachino Rossini – compositore, cantante e bon viveur”, rappresenta il frutto di una raccolta degli atti del convegno svoltosi nella città sannita nel maggio del 2009, al quale hanno fornito il loro contributo il musicologo Sergio Ragni, il cantante e musicologo Michael Aspinall e il baritono e docente
Gioacchino Zarrelli.

Alla breve chiacchierata, moderata con la consueta vivacità dal professor Massimo Lo Iacono, critico musicale del “Roma”, hanno partecipato il M° Maria Gabriella Della Sala, Direttore del Conservatorio “N. Sala” di Benevento, il dott. Achille Mottola, Presidente del suddetto conservatorio e Sergio Ragni.

Maria Gabriella Della Sala è stata la prima a prendere la parola, sottolineando come il conservatorio da lei diretto sia una realtà ben consolidata, dall’alto dei suoi circa 1000 studenti e 117 docenti.
Ha inoltre espresso l’intenzione di creare, nel breve periodo, grazie alle possibilità offerte dalla recente riforma, un Centro di Studi di Alta Formazione il cui scopo sarà anche quello di produrre una serie di scritti che testimonieranno ai posteri l’attività portata avanti a Benevento.
Allacciandosi a questa proposta, il dott. Mottola ha posto l’attenzione sugli sforzi portati avanti sotto la sua presidenza, concretizzatisi nel lancio di un’etichetta discografica, nella edizione di libri che, a partire proprio dal volume in oggetto, avranno una distribuzione, non limitata al circuito ristretto dei conservatori, ma estesa alle migliori librerie.
Infine, il presidente ha annunciato lo stanziamento di fondi per una sala di registrazione, che si inquadra nell’ambito del potenziamento della casa discografica, alla quale potranno accedere, grazie ad una convenzione, anche gli studenti della prestigiosa scuola di Fiesole.

Dal canto suo Ragni ha voluto brevemente riassumere il contenuto dei suoi scritti presenti nel libro, dicendosi affascinato dalle personalità sia di Gioachino Rossini, sia della sua prima moglie, il soprano Isabella Colbran, che indubbiamente influenzò le scelte del marito.
Ragni ha ancora aggiunto che per Rossini furono fondamentali gli anni trascorsi a Napoli, durante i quali si cimentò nei più disparati generi, approfittando della particolare situazione culturalmente favorevole della città partenopea, rammaricandosi infine di quanto siano oggi lontani i fasti del Teatro di San Carlo rispetto a quel periodo.

Dopo questa parte letteraria, ha avuto inizio una intrigante soirées musicale, dove brani seri si sono alternati a parodie operistiche.

I primi erano affidati alla splendida voce del baritono Gioacchino Zarrelli, le seconde alla straordinaria verve di Michael Aspinall, protagonista di gustosi e intramontabili siparietti, come i duetti con il mezzosoprano Karen Christenfeld, incentrato su “Sola, furtiva al tempio” dalla “Norma” di Bellini o con lo stesso Zarrelli, nella parte di Rosina (“Dunque io son”, dal “Barbiere di Siviglia”).
Per non parlare di uno dei due bis, Clavelitos (Garofani), celeberrimo motivo di Joaquín Valverde, dove Aspinall faceva il verso alle dive del bel canto, con tanto di lancio di garofani al pubblico (meglio ancora contro il pubblico).

Ricordiamo ancora la versatile Maria Cristina Costanzo, che ha ben accompagnato al pianoforte i cantanti, Andrew Lord Miller, il cui compito era quello di introdurre le scene che si susseguivano, leggendo, con il suo spiccato accento britannico, le trame delle opere prese in considerazione, ed infine Mariano Tufano e Federico Wirne, che hanno creato i costumi indossati dagli artisti.

In conclusione una serata che, riuscendo a conciliare un momento culturale di grande interesse, con una panoramica operistica, a volte seria, altre un po’ meno, sarebbe sicuramente piaciuta anche a Gioachino Rossini.