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Un recital di grandissimo spessore

Monsignor Vincenzo De Gregorio inaugura la V edizione dei “Vespri d’organo”

Vincenzo De GregorioNella chiesa di Santa Caterina a Chiaia, davanti ad un pubblico molto numeroso, si è svolta la serata inaugurale della quinta edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli - Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci.

L’apertura della stagione è stata affidata, come lo scorso anno, a monsignor Vincenzo De Gregorio, recentemente nominato consulente musicale dell’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana.

Prima del concerto, il maestro Mauro Castaldo ha voluto descrivere le attività e le finalità della Associazione Trabaci, della quale è direttore artistico, mentre Calogero Favata TOR, padre priore di Santa Caterina, dallo scorso novembre anche rettore della chiesa romana di S. Paolo alla Regola, ha successivamente letto un messaggio ed una meditazione, scritti per l’occasione da monsignor De Gregorio.

La parte musicale ha avuto inizio con due brani bachiani la Toccata, Adagio e Fuga in do maggiore BWV 564 e il Preludio sul Corale “Das alte Jahr vergagen ist” BWV 614.

Il primo è di incerta datazione, mentre il secondo appartiene alla raccolta di 45 preludi su differenti corali, nota come Orgelbüchlein che, in origine, doveva essere formata da 164 pezzi, legati alle varie festività dell’anno liturgico.

Abbiamo poi ascoltato Evocation à la Chapelle Sixtine di Franz Liszt (1811–1886), che come recita l’intestazione, è effettivamente un brano ricco di suggestioni, oscillanti fra il grave ed il sereno, in quanto l’autore ungherese utilizzò come ispirazione il Miserere di Allegri e l’Ave Verum di Mozart.
Particolarmente intenso, e pervaso da tristi presagi, anche il successivo Corale n. 2 in si minore di César Franck (1822-1890), dai Tre corali, op. 22, completati circa un mese prima della morte del musicista, avvenuta per complicazioni seguite ad un incidente stradale.

Del compositore, belga di nascita e francese di adozione, era anche Noël Angevin, appartenente a L’organiste, raccolta pubblicata postuma, costituita da pezzi per harmonium, frutto di una commissione dell’editore Enoch, che voleva promuovere questo nuovo strumento inventato dal francese Alexandre Debain nel 1840.

A seguire una piccola incursione nella musica britannica con Canto al Vespro n. 1 e Canto al Vespro n. 2 di Edward Elgar (1857–1934), due pezzi vivaci e gradevoli, che hanno preceduto l’ultimo brano in programma, una Fantasia sulla melodia dell’inno Veni Creator Spiritus, scritta da Filippo Capocci (1840–1911) prendendo come riferimento il noto inno allo Spirito Santo, risalente al IX secolo e attribuito a Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza.

Uno sguardo ora sull’interprete, per sottolineare la consueta bravura e versatilità di monsignor De Gregorio, che ha inoltre saputo trasmettere al pubblico tutte quelle atmosfere sottese a brani come quelli di Bach, Liszt e Franck, ricevendo al termine del recital applausi lunghi, calorosi e meritatissimi.

A proposito degli spettatori, va rimarcato il fatto che la chiesa era praticamente piena, ottimo auspicio per il prosieguo della rassegna.

Unica nota negativa, la presenza, a fronte di tanti appassionati, dei soliti maleducati, che discutono animatamente fra loro di fatti personali, fanno squillare i cellulari, passeggiano senza meta nella chiesa (magari anche con tacchi alti e rumorosi), dando vita ad un triste scenario che si ripete ormai puntualmente in ogni concerto di musica classica.

La rassegna organistica proseguirà domenica 30 gennaio, nella chiesa dell’Immacolata al Vomero, con il duo formato dal mezzosoprano Rosa Montano e dall’organista Livio De Luca.